LETTERA A UN ROMANZO & LE GIRELLE ALL’UVA SULTANINA DI IRIS

La prima ora del giorno di Anna Martellato. Letto… fino in fondo, con una voracità che non ricordavo. Trattenendo il respiro in tanti momenti. Respirando i racconti fatti davanti al mio tè e al cappuccino di Anna in altri. Domandandomi continuamente dove la realtà avesse lasciato il posto all’immaginazione. Coinvolta al punto di dover scrivere a questo bellissimo romanzo una lettera…

 

 

LETTERA A UN ROMANZO

Ti ho atteso come si aspetta l’arrivo di un nipotino.
Ho contato i mesi, i giorni, alla fine anche le ore.
Il momento è giunto: una commessa indaffarata, in una grande libreria del centro, ti preleva dalla sommità di una pila di libri e ti consegna nelle mie mani.

Hai una piccola macchia chiara in copertina, una piega a pagina centosessantasette.
Immediatamente, ho la tentazione di riportarti da lei, di farti sostituire con un tuo gemello perfetto.
Ma no, no. Alla fine, decido che ti terrò con me: perché sei la prima copia de La prima ora del giorno che io abbia conosciuto, e perché, con i tuoi piccoli difetti, sei unico al mondo.

Ti sfoglio un po’ impacciata, quasi con religiosa timidezza.
La dedica a donne “straordinarie”.
Una frase di Italo Calvino.
E, poi, incomincia la lettura.

Quanta Anna Martellato c’è, nelle tue pagine!
La sua proprietà di linguaggio.
L’originalità nella scelta dei termini.
I suoi modi di dire.
E gli aneddoti che lei stessa mi ha raccontato, seduta sulla sedia arancione della boulangerie in cui tante volte abbiamo fatto colazione insieme.

C’è una iaià, la nonna della protagonista Zoe.
“Per metà italiana e interamente greca”.
Una nonna che mi sembra di conoscere, tanto Anna me ne ha parlato.
Una nonna “da smalto e lustrini”, non da lavori a maglia.
Una nonna il cui bacio sulla fronte è sacro come una benedizione.

 

 

“Il profumo del mare lo portava il vento”.
Mi pare di sentirlo nel narici, l’aroma della salsedine.
L’immagine mi trasporta in uno spazio illuminato da una luce bianca e calda, davanti a una distesa d’acqua dalle mille sfumature: Rodi.
Qui incomincia un racconto antico, in cui l’intimità di una famiglia e un segreto mai svelato si confondono con una realtà storica quasi sconosciuta.
Rodi, che vive in maniera spensierata una guerra che non le appartiene, ma che poi, per questa guerra, patirà vittime e fame.
Pagina dopo pagina, la iaià di Zoe ritorna bambina, nell’isola pervasa dai colori dell’ibisco e delle buganvillee, impregnata dal sapore dei datteri. E ferita dalla sofferenza.

La tua lettura mi fagocita, mi coinvolge: i ricordi della nonna si alternano alla narrazione della vita di Zoe, una giovane ambiziosa davanti a una scelta che segnerà per sempre la sua esistenza.
Due binari differenti, raccontati con stili e ritmi diversi.
Lontani tra loro nel tempo, ma profondamente legati dall’amore.

E poi, improvvisamente, un nome, la marca di un’auto, due dolcetti semplici semplici mi riportano alla mia quotidianità: ci sono anch’io, tra le tue righe, e non solo nel paragrafo dedicato ai ringraziamenti.
Scorro le tue pagine velocemente, torno indietro, riprendo a leggere.

Arrivo ignara al capitolo ventinove.
“Chissà se imparare ad amare è possibile. Chissà se è vero, che le madri non sono mai sbagliate”.
Smetto di respirare.
Mi domando se Anna abbia voluto racchiudere un po’ di me in queste parole.
Non ha importanza: comunque sia, io mi ci vedo, nitida come in uno specchio.

Sento due lacrime grosse come biglie di vetro sgorgarmi dagli occhi.
Ne avverto il calore sulla pelle, mentre rotolano rapide lungo le guance, andando a bagnare il colletto bianco della camicia.
Piango per la commozione, per l’intensità del racconto, per la generosità di un gesto.

E, mentre volgo lo sguardo appannato a un punto lontano saturo di luce e di colori, ringrazio per il regalo enorme che ho ricevuto leggendoti.

 

 

STAMPA LA RICETTA
LE GIRELLE ALL'UVA SULTANINA DI IRIS
Ci ho impiegato una giornata intera, a realizzare che le GIRELLE ALL'UVA SULTANINA offerte da Iris a Zoe nel romanzo "La prima ora del giorno" erano proprio quelle che sceglievo io, durante le colazioni con Anna Martellato. Quando l'ho capito, mi sono commossa. Rifarle, a questo punto, era d'obbligo. Quelle che vi propongo hanno un sapore semplice semplice. Ma, se chiudete gli occhi assaggiandole, sentirete il calore del sole di Rodi.
Voti: 2
Valutazione: 5
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Tempo di preparazione 15 MINUTI
Tempo di cottura 12-14 MINUTI
Tempo Passivo 3 ORE circa
Porzioni
PEZZI
Ingredienti
PER IL LIEVITINO
  • 60 ml LATTE
  • 5 g LIEVITO di BIRRA DISIDRATATO
  • 10 g ZUCCHERO SEMOLATO
  • 30 g FARINA 00
PER L'IMPASTO
  • 2 UOVA
  • 85 g BURRO ammorbidito
  • 250 g FARINA 00 setacciata
  • SALE
  • 50 g ZUCCHERO SEMOLATO
  • LATTE se necessario
  • 70 g UVA SULTANINA
PER DECORARE
  • 15 g UVA SULTANINA
  • 2 cucchiai CONFETTURA di ALBICOCCHE (opzionale, è preferibile una confettura morbida come la Bonne Maman)
Tempo di preparazione 15 MINUTI
Tempo di cottura 12-14 MINUTI
Tempo Passivo 3 ORE circa
Porzioni
PEZZI
Ingredienti
PER IL LIEVITINO
  • 60 ml LATTE
  • 5 g LIEVITO di BIRRA DISIDRATATO
  • 10 g ZUCCHERO SEMOLATO
  • 30 g FARINA 00
PER L'IMPASTO
  • 2 UOVA
  • 85 g BURRO ammorbidito
  • 250 g FARINA 00 setacciata
  • SALE
  • 50 g ZUCCHERO SEMOLATO
  • LATTE se necessario
  • 70 g UVA SULTANINA
PER DECORARE
  • 15 g UVA SULTANINA
  • 2 cucchiai CONFETTURA di ALBICOCCHE (opzionale, è preferibile una confettura morbida come la Bonne Maman)
Voti: 2
Valutazione: 5
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Istruzioni
PREPARO IL LIEVITINO
  1. IN UNA CIOTOLA, sciolgo il LIEVITO di BIRRA nel LATTE, poi aggiungo i 10 g di ZUCCHERO e i 30 g di FARINA. Amalgamo bene con una forchetta, copro con pellicola trasparente e lascio lievitare in un luogo tiepido per circa mezz'ora.
PREPARO L'IMPASTO
  1. NELLA MACCHINA per il pane, inserisco nell'ordine: le UOVA, il BURRO ammorbidito, la rimanente FARINA, il SALE, lo ZUCCHERO, il LIEVITINO. Accendo sulla funzione DOUGH (IMPASTO). Dopo qualche minuto, controllo che il composto abbia una consistenza adeguata. Qualora fosse troppo asciutto, aggiungerò un po' di LATTE. Naturalmente, posso impastare a mano o con altri robot.
  2. METTO ad ammollare l'UVA SULTANINA in acqua tiepida per una quindicina di minuti. Poi la sgocciolo e la strizzo con uno Scottex.
  3. QUANDO il cicalino della macchina per il pane suona, aggiungo all'IMPASTO l'UVETTA. Quindi, faccio procedere il PROGRAMMA fino al termine della LIEVITAZIONE. Se ho impastato a mano o con altri robot, copro il composto con PELLICOLA TRASPARENTE e faccio lievitare due ore circa.
PREPARO LE GIRELLE
  1. TOLGO l'IMPASTO dal contenitore utilizzato per la lievitazione e lo metto sulla SPIANATOIA. Gli do la forma di un salsicciotto. Lo taglio in dieci fette.
  2. ROTOLANDOLA con le dita infarinate sulla spianatoia, do a ciascuna porzione di pasta la forma di un SERPENTELLO della lunghezza di circa 30 cm e dello spessore di un dito.
  3. BAGNO leggermente con acqua, per tutta la lunghezza, un lato di ogni serpentello, in modo che l'impasto aderisca più facilmente. Poi lo ATTORCIGLIO su se stesso fino a formare una GIRELLA.
  4. DISPONGO le girelle ben distanziate su una teglia ricoperta di CARTA FORNO oppure sul tappetino in silicone AIR MAT SilikoMart. Le copro con PELLICOLA TRASPARENTE e le lascio LIEVITARE in un luogo tiepido per almeno MEZZ'ORA.
  5. NEL FRATTEMPO, preriscaldo il FORNO (ventilato) a 160°C.
  6. TRASCORSO il tempo di lievitazione, rimuovo la pellicola trasparente, aggiungo qualche acino di UVA SULTANINA sulla superficie e INFORNO le GIRELLE. Desiderando dei pasticcini più lucidi e dolci in superficie, posso SPENNELLARE con poca CONFETTURA di ALBICOCCHE.
  7. CUOCIO per 12 - 14 MINUTI.
  8. SERVO le GIRELLE tiepide o FREDDE, comunque in giornata.
  9. Ecco il tutorial fotografico...
Recipe Notes

GIRELLA ALL'UVA SULTANINA (pain aux raisins, letteralmente pane all'uva): è una tipica viennoiserie francese, variante del croissant. È costituita da una pasta brioche con uvetta secca, imbottita a volte con crema pasticcera. Viene consumata tradizionalmente a colazione. - COME RIPROPORZIONARE LA RICETTA: modificando il valore delle porzioni, verranno automaticamente riproporzionate le quantità dei singoli ingredienti. - ROBOT: Ho usato la macchina per il pane Kenwood, ma questa ricetta può essere eseguita anche con altri robot o a mano. - FORNO: Quelli indicati nella ricetta sono tempi e temperature di cottura effettivi (la temperatura è stata misurata con termometro a sonda) per il forno Gaggenau; per altri forni, potrebbero essere diversi. Se non indicato diversamente nel testo, la cottura avviene ponendo il cibo al secondo livello del forno, incominciando dal basso. - INGREDIENTI: Se non indicato diversamente nel testo, le uova utilizzate sono di misura media e a pasta gialla. - FONTE: Mi sono ispirata alla ricetta del sito francese Marmiton, che ringrazio. - SE VI È PIACIUTA QUESTA RICETTA, vi consiglio di dare un'occhiata anche ai ROCK CAKES.

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2 Comments

  • comment-avatar
    Renzo Cocco 3 marzo 2018 (10:43)

    Sulle girelle all’uva sultanina di Valeria -non avendole assaggiate- non posso esprimere alcun giudizio. Sul romanzo di Anna -pur essendo arrivato soltanto a pag. 97- devo dire di aver ritrovato il filo dei grandi racconti e il fascino di storie vere che, anche se non vissute in prima persona, sono parte comunque di noi. Un caro saluto a tutte e due.
    Renzo

    • comment-avatar
      Pane per i tuoi denti 4 marzo 2018 (18:01)

      Carissimo Renzo,
      quanto all’assaggio delle girelle, provvederemo…
      Concordo assolutamente con il tuo giudizio sul romanzo di Anna che ti saluta e ti ringrazia con me.
      Un abbraccio a te e a Bruna.

      Valeria