CIAO, MAMMA & I CHOCOLATE ROCK CAKES

Cara mamma, ieri te ne sei andata così, senza chiedere il permesso a nessuno. Ti sei portata via un po’ dei nostri sorrisi, ma ci hai lasciato il tuo immenso amore e i tuoi preziosi insegnamenti. Avrei voluto scriverti un nuovo post, ma l’emozione e la nostalgia non me l’hanno permesso. Ti dedico quindi questi ricordi, accompagnati da un dolce che non hai fatto in tempo ad assaggiare, ma di cui ora conosci sicuramente il sapore. Ti voglio bene.

 

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LA MIA MAMMA

(pubblicato il 10 maggio 2014)

Massimina detta Mina. Bellissima. Intelligente. Decisa. In gamba.
Dopo Grace di Monaco, la mia mamma è stata probabilmente la donna più fotografata del ventesimo secolo.
Per il suo ultimo compleanno, ho raccolto alcune delle sue immagini in un libro: ad assemblarle, ci ho impiegato quasi due mesi!
La mia mamma fa ancora i conti a mente o, al massimo, con la penna. Poi li fa controllare agli altri con la calcolatrice…
La mia mamma era un generale di corpo d’armata. Con gli anni, è retrocessa a colonnello. Ma rimane ai gradi più alti del comando della famiglia. La mia mamma guida la Panda (anche se solo di giorno).
Non rinuncia al suo posto di segretaria nello studio di mio fratello (studio che, un tempo, era di mio padre).
Fa la spesa dal fruttivendolo anche per me, e mi compera i limoni anche quando dimentico di commissionarglieli.
Tiene il conto dei soldi che mi deve e di quelli che le devo io come farebbe una commercialista affermata.
La mia mamma non smetterà mai di cucinare per i nipoti, che adorano la sua pasta al ragù.
La mia mamma ha ottant’anni.
Ditemi dove devo firmare per poter invecchiare come lei.

 

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IL PRIMO RICORDO

(pubblicato il 5 maggio 2016)

Cinquantasette anni fa. Una giornata di sole di fine estate.
La cucina dell’appartamento di piazzetta Scala: il pavimento in graniglia impastata, gli infissi bianchi, il tavolo con il piano di marmo. E noi due nella luce che entrava dalla finestra aperta.
Indossavi un vestito chiaro e leggero. Il tuo giovanissimo viso era incorniciato dai capelli castani raccolti in una piccola crocchia. Seduta nel vano della finestra, parlavi con la tua bimba di tre anni. Parlavi con me.
“Come vorresti chiamare il tuo fratellino?” mi chiedevi. Non ho idea di quella che fu la mia risposta.
“Ti piace Alessandro?” insistevi. E io pensai che quello era il nome più bello al mondo.
Ecco: tutto qui. Il flash back di qualche istante. Breve ma nitidissimo. Luminoso e dolcissimo. Il primo ricordo di te.

 

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I CHOCOLATE ROCK CAKES

PREPARAZIONE: 15 min
COTTURA: 12 min
PEZZI: 30

CHE COSA SERVE?

  • 200 g di FARINA 00
  • 100 g di ZUCCHERO SEMOLATO
  • 100 g di BURRO freddo, tagliato a cubettini
  • SALE
  • 8 g (mezza bustina) di LIEVITO VANIGLIATO
  • la buccia grattugiata di 1 LIMONE BIO oppure i semi di mezza bacca di VANIGLIA
  • 180 g di GOCCE di CIOCCOLATO (tenute in freezer fino al momento dell'utilizzo)
  • 1 UOVO intero
  • 1 TUORLO

COME FACCIO?

  1. PRERISCALDO il forno (ventilato) a 180°C.
  2. FRULLO insieme per 20 secondi, a velocità 4: FARINA, ZUCCHERO, BURRO, SALE, LIEVITO VANIGLIATO, BUCCIA di LIMONE grattugiata.
  3. AGGIUNGO l'UOVO e il TUORLO leggermente sbattuti e le GOCCE di CIOCCOLATO
  4. IMPASTO per 10 -15 secondi, antiorario, velocità 1.
  5. AIUTANDOMI con un piccolo DOSAGELATO (o con due CUCCHIAINI), divido l’impasto in 30 PALLINE del peso di circa 12 g ciascuna. Le dispongo (distanziate!) su DUE PLACCHE coperte da carta forno.
  6. INFORNO una placca alla volta. Dopo 7 minuti la giro, portando verso la porta del forno le palline che precedentemente erano verso il fondo.
  7. COMPLETO la cottura per altri 5 minuti, poi tolgo dal forno.
  8. TOLGO subito la carta forno con i biscotti dalla teglia, li FACCIO RAFFREDDARE su una griglia.
  9. I CHOCOLATE ROCK CAKES possono essere conservati per qualche giorno in una SCATOLA di LATTA.

I MIEI APPUNTI

ROCK CAKES: Questi biscotti inglesi, croccanti fuori e morbidi all'interno, hanno origini vittoriane. Contengono ingredienti semplici in quantità limitata: per questo, durante il periodo di razionamento a causa della Seconda Guerra Mondiale, il Ministry of Food ne incoraggiò la preparazione. Furono importati in Italia da Winston Churchill, durante i suoi soggiorni sul lago di Garda. Qui presero il nome di Sanvigilini. - ROBOT: Ho usato il Bimby/Thermomix, ma questa ricetta può essere eseguita anche con altri robot o a mano. - FORNO: Quelli indicati nella ricetta sono tempi e temperature di cottura effettivi (la temperatura è stata misurata con termometro a sonda) per il forno Gaggenau; per altri forni, potrebbero essere diversi. Se non indicato diversamente nel testo, la cottura avviene ponendo il cibo al secondo livello del forno, incominciando dal basso.

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2 Comments

  • comment-avatar
    Anna 27 febbraio 2017 (9:12)

    Parole leggere e piene d’amore. Mi hai commosso, amica mia. Sono sicura che la tua meravigliosa mamma dall’alto sorriderà.

    • comment-avatar
      Pane per i tuoi denti 28 febbraio 2017 (22:53)

      Mi manca tanto, la mia mamma.
      Darei un anno della mia vita per quel sorriso…
      Grazie, Anna!!!

      Valeria