UNA VITA SPERICOLATA & I GIGLIETTI (BISCOTTI SENZA GRASSI)

Spupazzarsi i nipotini per qualche ora non ha prezzo.
Figuriamoci vivere insieme a loro un intero fine settimana sulla neve.

Anche se quarantott’ore di Pietro e Adele, lo confesso, potrebbero sfiancare chiunque.
A maggior ragione, una nonna che non ha vuoto figli e che non ha idea di come si gestiscano passeggini, nasi da soffiare e pannolini da sostituire.

 

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Ma vivere intensamente mi piace da matti.
E, questo week, di emozioni me ne ha date a bizzeffe.

Non servirà riguardare i selfie, per ricordare il caschetto rosso, gli sci gialli con il disegno di Rudolf la renna e la tuta bluette di Pietro.
Non sarà necessario far scorrere i video per rivederlo scendere lungo la pista baby dapprima incavolato come un coccodrillo e abbarbicato al papà e poi, sempre più sciolto, disinvoltamente attaccato con le manine nude (il suo rifiuto per le muffole è categorico) a un bastoncino tenuto dai genitori.

E non dovrò certo consultare la libreria di iPhoto per rammentare Adele, deliziosamente infagottata in una tutina rosa chiaro, con un paio di buffe scarpine foderate di pelliccia che, al minimo accenno di sporco, venivano coscienziosamente ripulite dalle sue manopoline (perché lei, a differenza del fratello, le mani accetta di farsele coprire).
Adele… quasi una miss, con ciglia lunghissime a ombreggiare occhi brillanti come stelle.
E quasi una montanaretta, con tonde guanciotte capaci di diventare rosse come quelle di Heidi.

Impossibile negarlo: questo sabato e questa domenica non sono stati certo riposanti.
Correre dietro a Pietro, consolarlo nei momenti di crisi, tirarlo fuori da sotto i tavoli e cercare di fargli abbassare il tono di voce quando ci si trovava in pubblico mi ha forse fatto consumare più energie di quante io ne abbia incamerate nei pur lauti pranzi di questi giorni.
E anche la sorellina, benché più tranquilla, ha bisogno di continue attenzioni.

 

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Ma ci sono stati momenti bellissimi, di pura poesia.

La gioia di Adele nel rispecchiarsi nelle lenti dei miei occhiali.
La sua posa da diva, distesa sul lettone, appena sveglia.
L’espressione appagata che aveva mentre le spalmavo la crema sulla pelle arrossata dal sole.

O gli abbracci stretti stretti che Pietro ha dispensato a turno a tutti i nonni presenti.
La sua richiesta di baci, “tanti tanti”.
Il suo rannicchiarsi contro la mia giacca a vento, per un po’ di coccole dopo una dura discesa sugli sci. Noi due, incuranti di tutto e di tutti, seduti sulla neve vicino alla rete arancione dello ski-lift.

Istanti magici, preziosi.
Attimi che valgono una vita.

E chi se ne importa se, per averli, deve per forza trattarsi di una vita spericolata.

 

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I GIGLIETTI (BISCOTTI SENZA GRASSI)

PREPARAZIONE e RIPOSO: 1 ora
COTTURA: 10-12 min
PEZZI: circa 30

CHE COSA SERVE?

  • 3 UOVA
  • 250 g di ZUCCHERO SEMOLATO + eventualmente un po'
  • 250 g di FARINA 00 + eventualmente un po'
  • SALE
  • la buccia grattugiata di 1 LIMONE BIO
  • mezzo cucchiaino di LIEVITO VANIGLIATO

COME FACCIO?

  1. MONTO a spuma le UOVA con lo ZUCCHERO (se possibile, per circa 20 minuti).
  2. AGGIUNGO la FARINA e il LIEVITO setacciati, la scorza grattugiata del LIMONE e il SALE. Frullo ancora. Qualora l'impasto risultasse troppo fluido, posso aggiungere un po' di farina e di zucchero in uguali proporzioni.
  3. INSERISCO l'impasto nel SAC À POCHE, lego il sac à poche con un gancio per sacchetti e lo metto a riposare per 5 minuti in FRIGORIFERO.
  4. TAGLIO la punta del sac à poche a un diametro di circa 1-1,5 cm. Fodero con CARTA FORNO due teglie, vi suddivido l'impasto formando dei BISCOTTI A FORMA DI GIGLIO della lunghezza di circa 7-8 cm che terrò abbastanza lontani l'uno dall'altro. La tecnica tradizionale prevede l'assemblaggio manuale di tre cilindretti di questo impasto estremamente fluido: confesso che non ci sono riuscita.
  5. FACCIO RIPOSARE a temperatura ambiente per circa 20 minuti prima di infornare.
  6. PRERISCALDO il FORNO a 180°C.
  7. TRASCORSI i 20 minuti di riposo, INFORNO la prima teglia di biscotti. Dopo 8 minuti, giro la leccarda portando verso il fondo del forno i biscotti che precedentemente erano verso la parte anteriore. CUOCIO in tutto per 10-12 minuti. Procedo poi con la seconda teglia. Il colore di questi biscotti deve essere pallido: attenzione a NON CUOCERLI TROPPO!!!

I MIEI APPUNTI

I GIGLIETTI: Sono i biscotti titpici di Palestrina (Roma). "Importati" dalla nobile famiglia Barberini, al suo ritorno dall'esilio dalla corte del Re Sole, hanno la forma del simbolo della dinastia francese dei Borbone. La ricetta tradizionale non prevede l'uso del lievito vanigliato né del sac à poche, ma vi garantisco che la mia versione è buonissima! - ROBOT: Ho usato la planetaria KitchenAid, ma possono essere impastati anche con le fruste elettriche. - FORNO: Quelli indicati nella ricetta sono tempi e temperature di cottura effettivi (la temperatura è stata misurata con termometro a sonda) per il forno Gaggenau; per altri forni, potrebbero essere diversi. - FONTE: Ho conosciuto i GIGLIETTI attraverso Ilaria Cilia della salumeria MASTRO NORCINO di Palestrina, la quale, insieme alla porchetta, mi ha inviato una confezione di questi magnifici biscotti. La ringrazio di cuore. Ringrazio anche il sito "Rome countryside" per la ricetta, alla quale mi sono ispirata. Sul web esistono parecchi video che illustrano la difficilissima tecnica di assemblaggio. I GIGLIETTI della foto sopra sono quelli del Panificio Fiasco di Palestrina: i miei erano decisamente più bruttini...

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