DUE AMORI GRANDI GRANDI & LA FARINATA DI CECI

C’era un terrazzo ampio quanto un salotto.
Come pareti, un panorama mozzafiato.
Sullo sfondo, il mare ligure.

Nel mio periodo da single. mia cognata Barbara e mio fratello Alessandro mi avevano invitata per un week end lungo in quella casa anni ’60 che affittavano per tutto l’anno.

Marcello e Valerio, i miei adorati nipoti, oggi ventenni, allora non arrivavano all’età scolare.

Di quella breve vacanza ho ricordi luminosi.

Le discese a piedi verso la spiaggia, lungo la strada a tornanti con pendenza esagerata.
Al tramonto, le molto più faticose risalite.

Quella lunga passeggiata lungo il mare, fino al paese vicino, a comprare pane, fugassa e farinata.

 

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Soprattutto, ricordo l’alba dell’ultimo giorno.

Dormivo in una camera matrimoniale, arredata con mobili vintage, orientata a est.
La tapparella non chiudeva bene. La cosa non creava problemi di notte – non c’era un particolare inquinamento luminoso – ma la mattina prestissimo, attraverso gli spiragli, entravano lame di luce che illuminavano a giorno la stanza.
Ero nel dormiveglia.
La serenità del sonno si stava diradando per lasciare il posto alla mia consueta tristezza dell’essere sola.

A un tratto, un rumore: Marcello, il più grande dei bambini, stava aprendo piano piano la porta.
Prima che me ne potessi rendere conto, il letto era occupato da una personcina di cinque anni, scalciante, perfettamente sveglia e così rumorosa da far alzare il resto del condominio.

Tempo pochi minuti, ed ecco un altro ospite: Valerio, il più piccolo dei due, pronto a emulare il fratello in ogni sua impresa.

Tutti e tre nel lettone.
Tutti e tre allegri.
Compresa la zia single.

 

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Vi lascio immaginare le chiacchiere, le risate, i miei vani tentativi di mantenere il silenzio.
“È giorno, zia, bisogna alzarsi”. Non erano ancora le sei della domenica.
“No, Marci, è troppo presto”.
“Guarda la luce dalla finestra: è ora” mi rispondeva il monello.

Nel frattempo, era in corso un combattimento corpo a corpo tra i due per il posto più vicino alla sottoscritta.
Inutile spiegare che potevano mettersi uno per lato: esisteva una gerarchia, e nella loro mente di bambini il più vicino era il preferito.

Se chiudo gli occhi, anche a distanza di tanti anni, risento il contatto di quegli esserini turbolenti, il loro vociare.
Rivedo quella luce filtrare tra le stecche delle tapparelle.
Rivivo la felicità di quel momento.

Ora che i miei nipotini sono uomini fatti, spesso guardandoli penso “Bimbo mio, che strano sogno voltarsi intorno e non vederti più”.
Parole del poeta Roberto Vecchioni.

Parole che dedico a Marcello e Valerio.
Due dei più grandi amori della mia vita.

 

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LA FARINATA DI CECI

PREP. e RIPOSO: 65 min
COTTURA: 17 min
PERSONE: 4

CHE COSA SERVE?

  • 250 g di FARINA DI CECI
  • 600 ml di ACQUA
  • ROSMARINO fresco (un rametto intero)
  • 5 g di SALE
  • 20 ml di OLIO EXTRA VERGINE di OLIVA + un po' per la teglia

COME FACCIO?

  1. IN UNA CIOTOLA, mescolo insieme la FARINA DI CECI e l'ACQUA. Per evitare la formazione di grumi, è preferibile frullare il composto con un minipimer. AGGIUNGO il rametto di ROSMARINO intero.
  2. FACCIO RIPOSARE per circa un'ora (o in frigorifero fino a 10 ore, avendo cura di mescolare di tanto in tanto).
  3. ACCENDO il FORNO a 240°C (ventilato) quindici minuti prima della cottura.
  4. TOLGO il rosmarino, AGGIUNGO al composto il SALE e l'OLIO, mescolo bene.
  5. UNGO con olio di oliva una TEGLIA ANTIADERENTE di circa cm 28 x cm 18 ( o il tipico "testo" di rame stagnato) , metto in FORNO per qualche minuto. Una volta che l'olio si è riscaldato, verso nella teglia il COMPOSTO (lo spessore deve essere compreso tra 5 mm e 1 cm). Con una forchetta, divido l'olio che si sarà raccolto in superficie in modo da formare piccole chiazze.
  6. INFORNO e CUOCIO per circa 7 minuti, poi ruoto la teglia per ottenere uno spessore e una cottura uniformi.
  7. LA SERVO calda.

I MIEI APPUNTI

FARINATA: detta anche fainè, fainà e cecìna, è una torta salata tipica della Liguria, diffusa anche in altre regioni d'Italia e in Argentina. Ha radici molto antiche: documenti greci e romani riportano ricette a base di purea di ceci cotta in forno. Pare sia nata per caso nel 1284, nel corso della battaglia della Maloria contro Pisa: durante una tempesta, l'olio trasportato da alcune galee genovesi si mescolò a ceci e a acqua marina. Il miscuglio fu lasciato al sole e i marinai lo trovarono così buono da dargli il nome di "oro di Pisa". - FONTE: Questa è la mia versione della ricetta riportata sulla confezione della farina di ceci della ditta "Il Molino Chiavazza" - ACCESSORI: Ho usato esclusivamente il minipimer. - FORNO: Quelli indicati nella ricetta sono tempi e temperature di cottura effettivi (la temperatura è stata misurata con termometro a sonda) per il forno Gaggenau; per altri forni, potrebbero essere diversi.

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4 Comments

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    Tania 4 ottobre 2016 (22:20)

    Ciao , bellissimo racconto. Descrizione vere che arrivano dritte al cuore. Sembra perfino di sentire le risate dei bimbi che lottano nel lettone della zia.
    Troppo brava Valeria. Complimenti. Sicuramente mi hai incuriosito con la farinata di ceci che non ho mai mangiato . Ti farò sapere. Grazie

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      Pane per i tuoi denti 6 ottobre 2016 (6:55)

      Sei troppo gentile, Tania!
      Quel risveglio mi rimarrà per sempre nel cuore: forse per questo riesco a trasmetterne il ricordo.
      Sono felice che l’idea della farinata ti piaccia: tra l’altro, la vera farina di ceci dovrebbe essere senza glutine, vero?
      Un bacione.
      Valeria

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    Andreea 30 settembre 2016 (23:37)

    Beh, è tanto tempo che volevo provare a fare anche io la farinata e ancora non sono riuscita. Proprio stasera parlavo con uno dei figli che è andato a vivere da solo per via del lavoro e mi diceva che a comprato la farina di ceci per fare la farinata. In quanto pare stasera sono spinta ancora di più a provare a farla anche io, premetto che non l’ho mai mangiata e mi incuriosisce . Un abbraccio e a presto !

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      Pane per i tuoi denti 1 ottobre 2016 (10:00)

      Ciao, carissima!
      Il sapore della farinata è assolutamente particolare… io la trovo buonissima!
      Fammi sapere il risultato dei tuoi esperimenti.
      Ti auguro un sereno week end.
      Valeria