LA BEFANA INNAMORATA & I BISCOTTI DA INZUPPO BUTTER FREE

Il primo post del 2017 doveva proprio essere una favola. Stanotte, ho sentito un rumore provenire dal camino: era la Befana che mi portava l’ispirazione. Mi piace pensare che questa sia la sua storia vera…

 

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 LA BEFANA INNAMORATA

Era decisamente brutta.

Aveva il naso adunco, intorno alle labbra un codice a barre di rughe da far concorrenza a quelli del supermercato, rari denti spennacchiati, occhiali tondi dalle lenti spesse come fondi di bottiglia.

Il suo abbigliamento, poi, non la aiutava a migliorare.
Indossava una sottanona rattoppata lunga fino alla caviglia che le ingrossava di parecchie taglie il sedere.
La sua gobba sembrava ancora più sporgente a causa di quello scialle di colore indefinito che le copriva malamente le spalle.
Portava un foulard scolorito legato sotto il lungo mento.

Befana, però, era una donna simpatica e colta che non si preoccupava particolarmente del proprio aspetto fisico.
“Margherita Hack non era certo una bellezza” amava ripetere “ma quanto era intelligente e in gamba?”.

Befana leggeva moltissimo: le pareti della sua casa erano tappezzate di libri di ogni genere. E lei li aveva letti tutti.
Befana aveva un’ironia sottile e raffinata che rendeva piacevolissima la sua conversazione.
Befana era buona e voleva la felicità di tutti: infatti, trascorreva la maggior parte dell’anno a procurarsi i giocattoli e i dolci da lasciare nelle calze dei bimbi il 6 gennaio.

Befana aveva un unico rammarico: soffriva della propria solitudine.
L’aveva accettata, d’accordo.
Si ripeteva continuamente “Meglio soli che male accompagnati”.
Ma, nel proprio cuore, spesso pensava che avrebbe preferito essere male accompagnata piuttosto che scompagnata com’era.

Era l’inizio di gennaio.
Befana si era beccata l’ultimo strascico dell’influenza.
La cosa la metteva in notevole difficoltà: si stava preparando per l’Epifania e un ritardo avrebbe provocato danni catastrofici.

Telefonò a Babbo Natale: “Hai un elfo da prestarmi per un paio di giorni?”, gli chiese.
Babbo Natale fu felice di inviarle quel giuggiolone di Giorgio che, da quando era stato ingaggiato dalla pubblicità, si era montato la testa e aveva smesso di lavorare.
“Chissà che, collaborando con una tosta come te” le disse “non gli torni la voglia di far bene”.

Stranamente puntuale, la mattina del 4, Giorgio si presentò a Befana.
Neanche lui era un adone, neanche lui era un figurino, con quella vecchia giacca bordeaux e il cappellaccio verde.
A peggiorare le cose, c’era quel fastidioso vizio che gli aveva lasciato la sua recente esperienza televisiva: cliccare sui tasti del telefono e scattarsi continuamente dei selfie.

Ciononostante, quando Befana aprì la porta del proprio ufficio, Giorgio le apparve bello come un divo del cinema.
Rimase per qualche istante a bocca aperta. Poi si ricordò dello stato dei propri denti e la richiuse. Continuando però a sorridere, anche se a labbra strette.

Befana incominciò a rassettarsi la gonna, scorrendo le mani nodose sul tessuto ruvido.
Allentò il nodo dello scialle per farlo cadere in maniera più morbida e nascondere la propria gobba.
Cercò di far uscire una ciocca di capelli dal foulard.

Fu un attimo: Befana si rese conto di quanto fosse stupido il proprio atteggiamento.
Prima di tutto perché nemmeno un miracolo avrebbe potuto farla sembrare migliore di com’era in realtà.
E poi, perché lei era il capo. E un capo non si deve mai lasciare andare ad atteggiamenti di questo genere.

Si presentò quindi all’elfo con una stretta di mano apparentemente distaccata.
Gli fece vedere l’ufficio e il deposito.
E gli impartì gli ordini su come andava eseguito il lavoro.

Giorgio non era un fulmine di guerra né uno stacanovista.
Ma, se correttamente guidato, sapeva essere scrupoloso e diligente.
Sotto la direzione di Befana, si appassionò al proprio incarico al punto di proporre l’introduzione di miglioramenti che si rivelarono fondamentali.

 

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Lavorarono fianco a fianco per due giorni interi, senza mai fermarsi.
Giorgio aveva imparato ad apprezzare la decisione e la grinta di Befana.
Addirittura, ne era stato contagiato e faceva del proprio meglio per non sfigurare davanti a lei.

Suddivisero i giocattoli e i dolci in scatoloni.
Con un pennarello, scrissero i nomi dei destinatari sulla superficie ondulata del cartone.
Li impilarono in ordine di consegna su pallet di legno chiaro allineati lungo i lati del magazzino.

Sembrava che collaborassero da sempre.
Non avevano bisogno di parlare: si guardavano negli occhi e si capivano al volo.

Per rendere il lavoro più leggero, a volte l’elfo sparava qualche battuta, alla quale ridevano insieme.
Befana, invece, amava raccontare ciò che l’aveva colpita leggendo un libro o vedendo un film. E sapeva farlo trasmettendo a Giorgio la stessa emozione che aveva provato lei.

La sera del 5 gennaio, era tutto pronto.
Befana spolverò la scopa e indossò i guanti senza dita che usava per guidarla.
Erano entrambi un po’ tristi: erano stati bene, insieme, e adesso dovevano lasciarsi.

Giorgio si avvicinò a quella che, per due giorni, era stata il suo capo.
A quella che gli aveva insegnato ad amare non solo il lavoro, ma anche il piacere di un buon libro e di un bel film.
Le chiese arrossendo di fare un selfie con lei.

Le guance di Befana diventarono bordeaux come la giacca dell’elfo.
Annuì abbassando lo sguardo.

Giorgio le passò il braccio destro dietro le spalle.
Non avvertì nulla: né la superficie pungente dello scialle, né la gobba sulla schiena di Befana,

Allungò davanti ai loro visi la mano con il telefono.
Cercò l’inquadratura migliore.
Mise a fuoco correttamente.
Premette il pulsante di scatto.

L’immagine comparve sullo schermo.
Befana la guardò intimidita.
Accanto a Giorgio, affascinante come le era sembrato il primo giorno, c’era lei.

Il rossore delle gote dava luce al suo incarnato.
Aveva gli occhi che brillavano.
Vicina al suo amore, aveva dimenticato ogni malinconia e sorrideva felice.

Ed era bella.

 

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I BISCOTTI DA INZUPPO (BUTTER FREE)

PREPARAZIONE: 15 min
COTTURA: 10-12 min
PEZZI: 35-40 (1 leccarda)

CHE COSA SERVE?

  • 150 g di FARINA 00
  • 50 g di FECOLA di PATATE
  • 65 g di ZUCCHERO SEMOLATO + un po'
  • SALE
  • la buccia grattugiata di 1/2 LIMONE BIO
  • 5 g di LIEVITO VANIGLIATO
  • 25 g di LATTE
  • 50 g di OLIO di RISO
  • 1 UOVO medio

COME FACCIO?

  1. SETACCIO insieme la FARINA 00, la FECOLA e il LIEVITO VANIGLIATO. Li inserisco nel boccale del robot.
  2. AGGIUNGO 60 g di ZUCCHERO SEMOLATO, il SALE e la BUCCIA di LIMONE grattugiata. Frullo per qualche istante.
  3. A PARTE, unisco e sbatto insieme l'OLIO, il LATTE e l'UOVO. Li aggiungo agli INGREDIENTI SECCHI del punto precedente.
  4. FRULLO per 10-15 secondi a velocità 4, poi copro l'impasto con PELLICOLA TRASPARENTE e lo metto a riposare in frigorifero per circa 15 minuti (opzionale).
  5. PRERISCALDO il FORNO a 180°C (ventilato).
  6. TRASCORSI 15 minuti, tolgo l'impasto dal frigorifero e formo dei SERPENTELLI del diametro di 1,5 cm, che taglierò in più PEZZI della lunghezza di 5 cm.
  7. DISTRIBUISCO in un piatto una cucchiaiata di ZUCCHERO SEMOLATO. Vi faccio rotolare i biscotti in modo che lo zucchero aderisca alla superficie.
  8. SUDDIVIDO i biscotti -lasciandoli piuttosto staccati l'uno dall'altro- sulla LECCARDA del forno foderata con CARTA FORNO.
  9. INFORNO e cuocio per 10-12 minuti. Appena incominciano a dorare, li tolgo dal forno e li trasferisco su una griglia.
  10. SONO buoni FREDDI. Li posso conservare per qualche giorno in una SCATOLA di latta o in un contenitore ermetico.

I MIEI APPUNTI

BISCOTTI DA INZUPPO: La mia amica Angela mi dice che, nel sud Italia, esiste una ricetta molto simile a questa, per la quale viene però utilizzato l'olio di oliva. Questi biscotti possono essere preparati anche con l'ammoniaca per dolci, che mi riservo di provare quanto prima. - ROBOT: Ho usato il Bimby/Thermomix, ma possono essere impastati anche con altri robot o a mano. - FORNO: Quelli indicati nella ricetta sono tempi e temperature di cottura effettivi (la temperatura è stata misurata con termometro a sonda) per il forno Gaggenau; per altri forni, potrebbero essere diversi. - FONTI: Mi sono ispirata alla ricetta del blog "Fatto in casa da Benedetta", ricetta consigliatami dalla signora Franca. A Franca e a Benedetta, i miei ringraziamenti per questi biscotti semplici ma meravigliosi. - LA PROSSIMA VOLTA proverò a utilizzare cremor tartaro e bicarbonato al posto del lievito e aumenterò la percentuale di fecola.

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4 Comments

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    Serena 9 gennaio 2017 (14:29)

    Bellissimi li farò di sicuro cara Valeria, che bella la tua Befana!!
    Serena

    • comment-avatar
      Pane per i tuoi denti 13 gennaio 2017 (18:55)

      Grazie infinite, carissima Serena!
      È un grande piacere ritrovarti…
      Ti abbraccio forte.

      Valeria

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    zia consu 8 gennaio 2017 (18:21)

    Hanno un aspetto proprio “inzupposo” 😛
    Bravissima Vale e buona epifania in ritardo <3<3<3

    • comment-avatar
      Pane per i tuoi denti 8 gennaio 2017 (22:03)

      E sono leggerissimi e superbuoni!!!
      Buona Epifania anche a te, cara Consu!

      Valeria