UNA STRAORDINARIA RICETTA & GLI ALBERELLI CON TAPENADE DI OLIVE

È un giornalista: colto, perspicace, elegante.
È una persona piacevolissima, con un eloquio interessante, sobrio e raffinato.
È un caro amico.

È Renzo Cocco.

Con lui e la moglie Bruna, le giornate trascorse in montagna a visitare eremi o castelli -e, naturalmente, a sperimentare la cucina locale- passano in un battibaleno.
E ci lasciano dentro la voglia di ritrovarci.

Durante la nostra ultima gita a Cles, Renzo ci ha raccontato una storia realmente accaduta.
Una storia di valori che credevamo perduti e che invece, forse, perduti non sono.
Una storia che sembra una fiaba.

 

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Non ho resistito: gli ho chiesto di prestarla a Pane per i tuoi denti.

Ho letto il suo manoscritto trattenendo il respiro.
L’ho riletto apprezzandone lo stile e lo spessore.
L’ho studiato come si approfondisce un’opera avvincente.

Onestà, correttezza, lealtà sono il messaggio che questo racconto ci trasmette.
Insieme alla certezza che, come dice Renzo, l’anno che ci aspetta sarà sicuramente migliore di quello che sta per concludersi.

E che, forse, ci porterà un bene prezioso che avevamo dimenticato: la fiducia.

 

Con gli auguri più sinceri.

Valeria

 

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L’OLIO DI OLIVA E LA RICETTA DELLA “VITA BUONA”

Quest’anno la raccolta delle olive e la loro spremitura sono state benedette da Dio.
Benedette nel tempo atmosferico segnato da un insolito cielo limpido e da un caldo sole. Sembrava una primavera incipiente tanto era profumata l’aria piuttosto che una estate di San Martino che preannunciava l’inverno.
Benedette nell’abbondante raccolto che ha riempito fino all’orlo ceste e sacchi di iuta.
Benedette nell’olio che l’analisi chimica ha decretato di altissima qualità come poche volte accaduto nelle precedenti annate agrarie.
Chissà –pensavo- quanti cibi, pietanze, quanti sapori questo olio andrà ad arricchire, a rendere unici ed indimenticabili.
Ma –e l’avrei scoperto qualche giorno dopo- quest’olio avrebbe aggiunto un ulteriore e forse ancor più importante valore: quello dell’onestà. Andiamo con ordine.
Finita la raccolta si è soliti fare un controllo delle piante e del terreno. Siamo nelle dolci colline che degradano segnando il confine tra la provincia di Verona e quella di Vicenza. Un piccolo oliveto a terrazze circondato da un mare infinito di vigne. I muretti a secco fatti di pietre antiche e scure perché di origine vulcanica hanno il fondamentale compito di “tenere” la terra. Spesso franano ed è una incessante lotta, tra l’uomo e la natura, a ripristinare con fatica e amore. Mi sono così accorto che un tratto di uno di questi aveva ceduto.
Il muretto in parola delimita un sentiero appena tracciato che porta ad una ampia grotta conosciuta nella zona come “le volpare” forse perchè una volta era tana di volpi. Avvicinandomi per valutare la situazione sotto una grossa pietra ho visto spuntare dei bordi di carta bianca. Rimossa la pietra ho trovato, avvolto in un cellofan trasparente un foglio piegato in quattro indirizzato al “proprietario del muretto”. In caratteri a stampatello maiuscoli c’era scritto testualmente: “21/11/2016. BUONGIORNO. MI SCUSO MA IERI CERCANDO DI ANDARE A VEDERE, CON MIO FIGLIO, “LE VOLPARE” SIAMO PASSATI DAL CAMPO E NEL MOMENTO CHE ABBIAMO MESSO IL PIEDE SOPRA AI SASSI E’ CROLLATO IL MURO. LE ALLEGO DEL DENARO COME RISARCIMENTO. SCUSI ANCORA”. Alla nota, non firmata, erano allegate alcune banconote di non piccolo taglio.
In quel momento il mio olio ha preso anche il sapore dell’onestà!
Vorrei parlare a quel figlio per dirgli di essere fiero di suo padre. Vorrei parlare a quel padre per dirgli che ci ha restituito, con le parole e con un gesto concreto il senso profondo dell’essere uomini, la speranza nel futuro, la certezza che se c’è “una banalità del male” c’è ancor di più “una grandezza del bene”.
Quel gesto mi ha convinto che il venditore di almanacchi di leopardiana memoria non coltiva solo una flebile speranza ma la certezza che l’anno nuovo sarà sicuramente migliore di quello che sta per chiudersi. Migliore per tutti noi.

Renzo Cocco

 

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GLI ALBERELLI CON TAPENADE DI OLIVE

PREPARAZIONE: 15 min
COTTURA: 15 min
PEZZI: 12

CHE COSA SERVE?

  • Per la TAPENADE:
  • 100 g di OLIVE VERDI denocciolate
  • 1 cucchiaio di CAPPERI sotto SALE, lavati e strizzati
  • 1 cucchiaio di PASTA d'ACCIUGHE
  • 3 cucchiai di OLIO EXTRA VERGINE di OLIVA
  • Per gli alberelli:
  • 1 PASTA SFOGLIA rettangolare
  • Per guarnire:
  • 12 OLIVE VERDI denocciolate
  • PEPERONI GIALLI e ROSSI
  • 12 cubetti di PARMIGIANO

COME FACCIO?

  1. PRERISCALDO il forno (ventilato) a 170°C.
  2. PREPARO LA TAPENADE: trito separatamente 100 g di OLIVE e i CAPPERI, li mescolo con la PASTA d'ACCIUGHE e l'OLIO.
  3. PREPARO LA PASTA SFOGLIA: stendo la PASTA SFOGLIA lasciandola sulla carta forno, la TAGLIO a listarelle alte circa 1,5 cm ciascuna.
  4. PREPARO GLI ALBERELLI: distribuisco sulla pasta sfoglia la TAPENADE precedentemente preparata. RIPIEGO su se stessa -a zig zag- ogni LISTARELLA, avendo cura di ridurre gradatamente la distanza tra le pieghe, in modo da ottenere la forma di un piccolo abete. Infilzo dal basso l'abete con uno spiedino di legno, lasciando circa 5 cm tra la punta dello spiedino e quella dell'alberello. Dispongo gli abeti su una leccarda ricoperta con carta forno, li CUOCIO per 10-15 minuti, fino a quando non risulteranno dorati e gonfi. Li faccio RAFFREDDARE.
  5. DECORO GLI ALBERELLI: infilo sulla punta degli alberelli un'OLIVA VERDE denocciolata e, a piacere, un pezzetto di PEPERONE tagliato con un piccolo coppapasta. Inserisco la base di ogni abete su un cubetto di PARMIGIANO sufficientemente grande da sostenerlo.
  6. IN ALTERNATIVA: posso farcire gli alberelli anche con salumi o pesto. Io li ho fatti anche con Philadelphia, parmigiano grattugiato e prosciutto cotto, i gusti preferiti della mia "tata" Manu.

I MIEI APPUNTI

LA TAPENADE: È un condimento originario della Provenza, un mix di sapori mediterranei ottimo su crostini di pane o abbinato a primi e secondi piatti. - ACCESSORI: Ho usato il tagliapasta regolabile a quattro lame di www.tagliapasta.com. In alternativa, possono essere utilizzati un coltello affilato e una stecca. - FORNO: Quelli indicati nella ricetta sono tempi e temperature di cottura effettivi (la temperatura è stata misurata con termometro a sonda) per il forno Gaggenau; per altri forni, potrebbero essere diversi. - FONTI: L'idea di questi alberelli me l'ha data la mia amica Valentina Di Marco, che ringrazio di cuore. Per la TAPENADE, mi sono ispirata al blog francese www.odelices.com, per gli alberelli al video di "Le delizie di Uccia 3000".

4 Comments

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    Tania 7 gennaio 2017 (20:30)

    La bellezza di scoprire che esistono ancora persone vere che usano il cuore in ogni cosa che fanno. La gioia di poter leggere pagine di vita vissuta e di rimanerne incantati.
    Grazie Valeria di renderci partecipi e auguri di Buon Anno .

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      Pane per i tuoi denti 8 gennaio 2017 (12:08)

      La storia di Renzo è così bella da non sembrare vera.
      E lui l’ha raccontata con una grazia che, già dalla prima lettura, mi ha lasciata senza fiato.
      Grazie, Tania, per il tuo bellissimo commento!
      Un bacione e tantissimi auguri anche a te.

      Valeria

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    Cristiana 2 gennaio 2017 (12:59)

    Certi racconti fanno bene al cuore …. Grazie Valeria per avere condiviso con tutti noi, che ti seguiamo, uno spaccato di vita vissuta così romantico e bello. Buon Anno ! Cristiana

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      Pane per i tuoi denti 6 gennaio 2017 (14:57)

      Sono pienamente d’accordo con te, cara Cristiana!
      Un abbraccio forte, con gli auguri che il nuovo anno ti porti tutto ciò che desideri e meriti.

      Valeria