CENERENTOLE, MATRIGNE … E LA PAVLOVA FATTA CON LA RICETTA DI ALESSANDRA

Cara Cenerentola,

nei giorni scorsi ti ho vista su Sky: ballerine blu, vestituccio azzurro, grembiule impolverato e una fascia usurata a legarti i capelli.

Una servetta in piena regola, insomma.
Rannicchiata nella cenere davanti al grande camino.
Figliastra di quella matrigna cattiva, che tanto male ha fatto alla reputazione della categoria a cui anch’io appartengo.

Guardando il film a te dedicato  mi sono chiesta come sarebbe stata la tua vita se, al posto di quella donna che “aveva conosciuto la sofferenza” e “la indossava magnificamente”, ci fossi stata io.

Io che indosso tutto, anche la felicità, in maniera dimessa.

Io che chiedo “per favore” anche quando devo dare un ordine.
Anzi, che gli ordini proprio non li so dare.

Io che i miei “tati” – così chiamo i miei figliastri – li amo profondamente.

D’accordo, a me mancano quelle due figlie biologiche – peraltro da sponsorizzare a fini matrimoniali – di cui era dotata Lady Tremaine.
Mi è quindi difficile comprendere appieno i meccanismi della tua fiaba.

Ma, ne sono sicura, se io fossi stata la tua matrigna – che orribile termine, per definire la seconda moglie di un padre risposato! – ti avrei voluto bene.
E, forse forse, me ne avresti voluto un po’ anche tu…

Che ne diresti, Cenerentola, se, tanto per fare qualcosa di diverso, questa volta una favola te la narrassi io? E se, magari, ti raccontassi proprio la mia favola?

Eccola…
Quasi quattordici anni fa, quando ho conosciuto il Paffu, entrambi eravamo separati e soli da un bel po’ di tempo.
Lui viveva da single in un tristissimo appartamentino ammobiliato, spoglio e – cosa che mi colpì maggiormente – senza tende.

Dopo una scarna dichiarazione, in quattro e quattr’otto, il suddetto Paffu si è trasferito a casa mia.
E siamo diventati una coppia.

Mi ha regalato quasi subito un anello, un Trilogy.
Ricordo il commento di mia mamma: “se prendi lui, prendi anche i suoi due figli, per questo ci sono tre brillanti”.

I suoi due figli: Luca e Manu.

Non credo che il detto “ogni scarrafone è bello a mamma soja” valga anche per le matrigne: comunque, a me, i “tati” sembrano entrambi bellissimi!

Luca.
E’ la mente matematica della famiglia, come il nonno e il Paffu, a cui somiglia moltissimo anche fisicamente.
Un diplomatico nato: ci fosse stato lui al tavolo delle trattative, moltissimi conflitti bellici si sarebbero spenti sul nascere e, probabilmente, oggi non esisterebbe nemmeno il terrorismo.
Qualunque cosa faccia, Luca la fa nel migliore dei modi.
E, particolare non indifferente, è modesto come pochi.

Manu.
Quando l’ho conosciuta, adolescente, temevo che il nostro rapporto sarebbe stato più difficile, rispetto a quello con il fratello. In fin dei conti, un po’ di gelosia nei confronti del “papino” sarebbe stata comprensibile. Invece, lei mi ha messa subito a mio agio (non dimenticherò mai quella volta che, lasciandomi a bocca spalancata, mi disse “Vale, sei strasimpatica e strabuona”). E, almeno spero, si è sentita a suo agio con me.
Manu ha i capelli del più bel rosso Tiziano che si possa desiderare. E’ un’attrice nata e interpreta qualunque ruolo con la massima nonchalance. E’ la miglior commerciante che io conosca, sia quando vende un articolo, sia quando propone, affettivamente parlando, se stessa: proprio non puoi non comprare, proprio non puoi non amarla.

Ho voluto bene da subito, a questi ragazzi, e il mio affetto, man mano, è aumentato.
Per molti anni, la nostra famigliola si è riunita per le cene della domenica sera e per la vigilia delle feste. Il pranzo, infatti, era dedicato alla loro mamma.

Il tempo, intanto, è passato…

Un po’ alla volta, il nostro piccolo nucleo si è allargato.
I “tati” hanno messo su casa: si sono aggiunti un genero, una nuora e – cosa ormai risaputa – due deliziosi nipotini.
Per i ragazzi, naturalmente, gestire più coppie di genitori era un’impresa non da poco: in ogni occasione, dai compleanni al Natale, si dovevano sorbire un tot di riunioni comprensive di pranzo o cena.

L’idea geniale è venuta a Manu: raggruppare in un’unica festa la mamma, il papà e i rispettivi compagni.

All’inizio, lo ammetto, questi incontri non sono stati facili: tra new entry ed ex ci si studiava come fanno i bambini piccoli prima di mettersi a giocare.
Un po’ alla volta, però, ci siamo capiti e il nostro rapporto è, ormai da qualche anno, addirittura amichevole.
Oggi non perdiamo un’occasione di riunirci: è così bello incontrarci, ridere, scherzare, mangiare tutti insieme!

Ma la cosa che più mi piace è un’altra: insieme affrontiamo anche i problemi e le difficoltà.
Ci appoggiamo l’uno all’altro.
E ci aiutiamo a vicenda.

Cara la mia Cenerentola, sono certa che ti ci troveresti bene anche tu, nella nostra combriccola.

La nostra, in fin dei conti, è una compagnia come se ne vedono poche: strana, affamata, rumorosa, allargata.
Ma, ormai, sempre e comunque… famiglia.

 

LA PAVLOVA

(dosi per 10 – 12 persone; questa è la versione leggermente modificata della ricetta della mia amica Alessandra Buffo; ho usato la planetaria KitchenAid e il forno Gaggenau)

CHE COSA SERVE?

Per la meringa:
– 5 ALBUMI freschi (IMPORTANTE!!! NON USARE GLI ALBUMI IN BRICK!)
– 250 g di ZUCCHERO a VELO
– 1 cucchiaino di AMIDO di MAIS
– 1 cucchiaino di ESTRATTO di VANIGLIA (o di VANILLINA, o i semi di un BACCELLO di VANIGLIA)
– mezzo cucchiaio di SUCCO di LIMONE (o di ACETO BIANCO)

Per guarnire:
– 500 ml di PANNA da MONTARE
– 50 g di ZUCCHERO a VELO (non presente nella ricetta originale)
– FRUTTA FRESCA a piacere (io ho usato 125 g di LAMPONI, 125 g di MIRTILLI, circa un terzo di un ANANAS a pezzetti)

COME FACCIO?

Qualche ora prima di servire:

1. RIVESTO con doppio strato di carta forno una PLACCA da forno piana. Sul foglio di carta forno che NON andrà a contatto con il dolce, con una matita, disegno un CERCHIO del diametro di 24 cm che mi servirà come guida per distribuire sulla placca la meringa.

2. PRERISCALDO il forno (ventilato) a 120°C.

3. MONTO gli ALBUMI con la planetaria, lasciandoli leggermente morbidi.

4. A questo punto, aggiungo a cucchiaiate lo ZUCCHERO a VELO.

5. UNISCO agli albumi montati la VANIGLIA (l’estratto, oppure i semi, oppure la vanillina setacciata) e continuo a montare.

6. AGGIUNGO l’AMIDO di MAIS setacciato e monto ancora.

7. UNISCO il SUCCO di LIMONE (o l’ACETO BIANCO) e monto ancora un po’. Per essere montata a sufficienza, la MERINGA dovrebbe formare delle punte quando si solleva la frusta della planetaria.

8. INSERISCO in una caraffa piuttosto alta un SAC a POCHE con un beccuccio a stella (sì, quello della foto è proprio il bordo della caraffa…). Riempio il sac a poche con la MERINGA e lo chiudo con una pinza per surgelati. Taglio la punta del sac a poche.
N.B.: Di solito, con queste dosi riempio due sac a poche della Cuki.

9. DISTRIBUISCO la meringa sulla carta forno, dando la forma di una ciambella.

10. INFORNO e CUOCIO per 1 ora a 120°C, poi valuto la doratura della superficie: se la meringa è ancora bianca, continuo a 120°C per 30 minuti, altrimenti abbasso la temperatura a 100°C (e CUOCIO per altri 30 minuti). Il risultato dovrà essere una MERINGA DORATA, CROCCANTE FUORI E MORBIDA ALL’INTERNO.
Attenzione!!! La cottura è il momento più delicato: Alessandra lascia in forno per 1 ora a 140°C e per la successiva mezz’ora a 120°C, ma con il mio Gaggenau non funziona. Vi consiglio di verificare con un termometro la reale temperatura raggiunta dal vostro forno e di testare il protocollo più adeguato.

11. AL TERMINE della cottura, APRO LEGGERMENTE LA PORTA DEL FORNO e LASCIO RAFFREDDARE la meringa nel forno stesso.

12. TRASFERISCO la meringa su una GRIGLIA per evitare che la parte inferiore del dolce si inumidisca.

Due ore prima di servire:

1. MONTO la PANNA con la planetaria fino a ottenere una consistenza abbastanza morbida, poi, un cucchiaino alla volta, aggiungo lo ZUCCHERO a VELO. Continuo a montare la panna fino a quando la consistenza non è ottimale (si devono formare delle pieghe sulla superficie).

2. INSERISCO nella solita caraffa il SAC a POCHE con il consueto beccuccio a stella. Riempio il sac a poche con la PANNA MONTATA e lo chiudo con una pinza per surgelati. Taglio la punta del sac a poche. Anche con la panna montata, si riempiono circa due sac a poche della Cuki.

3. DISTRIBUISCO la PANNA sulla superifie della MERINGA (che avrò messo su un piatto da portata).

4. FACCIO RAFFREDDARE in frigorifero.

Nel frattempo:

1. PULISCO, LAVO e faccio ASCIUGARE la FRUTTA.

2. SE NECESSARIO, la taglio in piccoli pezzi. 

Al momento di servire: 

1. DECORO la Pavlova con la FRUTTA precedentemente preparata.

2. LA SERVO immediatamente.

SODDISFAZIONE *****
PAZIENZA ****

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6 Comments

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    consuelo tognetti 29 gennaio 2016 (22:30)

    La "tua" storia fa bene al cuore e regala speranza. Sono davvero felice x tutti voi e per il vostro equilibrio..sicuramente anche Cenerentola non avrebbe di cui lamentarsi 😛
    E del dolce, che dire..perfetto come solo tu sai fare..complimenti Vale e felice we <3

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    Pane per i tuoi denti 31 gennaio 2016 (18:33)

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

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    Iulia Lampone 2 febbraio 2016 (17:48)

    Carissima Valeria,

    scopro oggi con piacere il tuo blog e la mitica ricetta della torta zebrata che sicuramente cucinerò per la prossima festa in famiglia.

    Leggere questo come primo post è stato emozionante. Trasale dalle tue parole il grande amore che provi per i tuoi figliastri ed è davvero bello poter leggere dell'equilibrio che siete riusciti a stabilire in famiglia.

    Sono figlia di un padre risposato e so che a volte i rapporti possono essere molto delicati.

    Ti leggerò con molto piacere,

    un caro saluto

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    Pane per i tuoi denti 2 febbraio 2016 (19:20)

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

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    Pane per i tuoi denti 2 febbraio 2016 (19:20)

    Carissima!!!
    Il nostro è un equilibrio delicato, fatto di pazienza, di coraggio e, soprattutto, di amore.
    Il dolce non è perfetto, ma ugualmente delizioso.
    Ti voglio bene.

    Valeria

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    Pane per i tuoi denti 2 febbraio 2016 (19:21)

    Grazie della tua visita al mio Pane per i tuoi denti, carissima Iulia Lampone!!!
    Il tuo commento mi ha fatto tanto tanto piacere, soprattutto perché proviene da una persona che vive una situazione simile alla nostra e , di conseguenza, può capire.
    Anche il tuo blog è bellissimo: complimenti!
    Un abbraccio.

    Valeria