I 90 ANNI DEL MIO PAPÀ, IL NUOVO “PANE PER I TUOI DENTI”. E LA TORTA ALLO YOGURT E AL CIOCCOLATO

Intelligente, colto, simpatico, infaticabile, curioso di tutto, buongustaio.
Ma soprattutto affettuosissimo.

Sei tu, papà.

Ci ho impiegato quattro anni abbondanti a dedicarti un post, perché quello che volevo scriverti non mi sembrava mai abbastanza, era sempre inadeguato rispetto a ciò che avresti meritato.

Oggi, però, non posso rinviare, perché questo è un giorno speciale: è il tuo novantesimo compleanno.

Ti ho preparato una torta al cioccolato, l’unico regalo che tu mi abbia chiesto.
La voglio accompagnare con l’esordio del mio nuovo blog.

E con alcuni ricordi della nostra vita insieme.

 

Marrachessciolino! Appapà!

C’è una bimba sul pianerottolo del primo piano, sulla scala di un palazzetto anni ’50. Sono io.

Un giovane papà, con i capelli spruzzati di Brylcreem e un sorriso dolcissimo, sale i gradini due a due, ansioso di arrivare dalla sua bambina. Sei tu.

“Marrachessciolino!” esclami, vedendomi.

“Appapà!”, ti rispondo, lanciandomi nel vuoto per farmi prendere al volo.
Con tutta la fiducia che mi regala il tuo amore.

 

Mi scappa la pipì

Erano tempi d’oro: non c’erano pericoli, in strada, praticamente inesistente la criminalità.

Tu, giovane medico, mi portavi con te durante le visite a domicilio.
Rimanevo in macchina ad aspettarti, tranquilla, canticchiando le canzoncine dello Zecchino d’oro.

Ma, quella volta, il canto si trasformò in un pianto disperato.

Sei arrivato di corsa, mi hai trovata in una valle di lacrime.
“Che cosa succede?”, mi hai chiesto preoccupato.
“Mi scappa la pipì” fu la mia risposta.

 

La Vespa

Dura, imparare a guidare la Vespa.

Avevo provato per giorni in giardino, ed era arrivato il momento di usarla per andare a a scuola.

Ero l’unica, al liceo, a possedere una moto di quel colore: un verde acido mai visto prima, peggiorato dal fatto che, con uno degli scampoli ai quali non sapeva resistere, la mamma mi aveva fatto confezionare un cappotto giallo.

Avevi voluto per me la Vespa migliore, la Elestart: nessun pedale per accenderla, solo una piccola chiave sul cruscotto.
Anche quella, tra i motorini del Maffei, decisamente atipica.

Siamo partiti insieme, io in moto, tu in bici.
Mi hai scortata per quasi tutto il percorso.

È andata benino fino a Ponte della Vittoria.
Lì, mi hai abbandonata in mezzo alla strada.
Un’accelerata eccessiva ha proiettato la mia Vespa sul marciapiedi.
Solo per un miracolo, sono riuscita a tenerla diritta.
Avevo le lacrime agli occhi, imprecavo contro tutti i veicoli a due ruote del globo.

In quel momento, papà, giuro che ti ho odiato.
Ma ho imparato a guidare la Vespa.

 

Il primo amore

Innamorata persa.

Completamente andata per quel ragazzo della Quinta E: del resto, anche se aveva le gambe spaventosamente storte, era comunque alto, biondo e con gli occhi azzurri.

Non lo conoscevo.
Nessuno accettava di presentarmelo.
Ma io continuavo a fare sogni romantici.

Un giorno ti ho parlato di lui.
Mi hai consigliato “diglielo, che lo ami”.
E io non ho capito che stavi scherzando…

 

L’università

“Non ce la faccio!”. Questo, il mantra che mi ha accompagnata per tutta l’università.

Ogni volta, ero sicura che l’esame successivo non l’avrei superato.
Ogni volta, i fatti mi smentivano.

Perché studiavo come una forsennata.
E perché tu, durante le nostre passeggiate, mi interrogavi.

Hai ripassato con me tutte le materie, comprese quelle più ostiche come anatomia, neurologia, fisiologia.

Papà, se sono arrivata alla laurea, lo devo anche a te che mi hai fatto da trainer.

 

Odontoiatra

Sei sempre stato un bravissimo medico. E un ottimo dentista.
Mi hai guidato non solo nella vita, ma anche nella professione.

Quante cose ho imparato da te, papà!

Non dimenticherò mai la prima volta che ti ho fatto da assistente durante una seduta di cure odontoiatriche.
Neofita dell’argomento, ho rischiato di svenire, toccando con mano denti limati e sangue.

Ero bianca come un cadavere, ma tu mi hai tenuta vicino a te.
Mi hai rincuorata, mi hai indicato l’approccio corretto in quelle circostanze.

Oggi che a operare sono io, davanti ai casi più difficili spesso mi chiedo che cosa avresti fatto tu.

E lo faccio.

 

Ecco, papà, alcuni dei moltissimi ricordi che ci accomunano.
Se volessi raccontarli tutti, forse non basterebbe un blog.
Nemmeno questo, peraltro intonso, di WordPress.

Stasera, insieme alla torta al cioccolato, ti porterò la stampa di questo post.
Per augurarti buon compleanno.
Ma, più di ogni altra cosa, per dirti quanto ti voglio bene.

 

Valeria

 

dsc_0755_2-copia-2_400

LA TORTA ALLO YOGURT E AL CACAO

 


TORTIERA: diametro 20 cm  PREPARAZIONE: 30 minuti  COTTURA: 45 minuti


I MIEI APPUNTI

– ho usato la planetaria KitchenAid, ma si può impastare anche con le fruste elettriche;

– l’ho cotta nel forno Gaggenau;

– è ottima per la colazione o la merenda, ma io l’ho proposta come torta di compleanno, ed è stata comunque apprezzatissima;

– mi sono ispirata al libro Nigellissima di Nigella Lawson;

– la prossima volta proverò a farcirla con confettura di albicocche e la coprirò con glassa al cioccolato.

 

 

CHE COSA SERVE?

– 2 UOVA

– 165 gr. di ZUCCHERO

– 125 gr. di YOGURT bianco intero

– 100 ml. di OLIO DI RISO

– 85 gr. di FARINA 00

– 85 gr. di AMIDO di FUMENTO

– 20 g di CACAO AMARO

– 1 bustina di VANILLINA

– 10 g di LIEVITO VANIGLIATO

– SALE

– ZUCCHERO a VELO per guarnire

 

dsc_0761_1-_400

 

COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il forno (ventilato) a 180°C.

2. MONTO A NEVE le 2 chiare d’UOVO.

3. FRULLO bene lo YOGURT con i TUORLI e lo ZUCCHERO.

4. UNISCO l’OLIO e frullo ancora.

5. AGGIUNGO un po’ alla volta, sempre mescolando e dopo averli setacciati, la FARINA, l’AMIDO DI FRUMENTO, il CACAO, la VANILLINA e il LIEVITO VANIGLIATO.

6. UNISCO infine gli ALBUMI montati a neve e MESCOLO delicatamente con una spatola in silicone, muovendola dal basso verso l’alto.

7. VERSO l’impasto in uno STAMPO piuttosto alto, del diametro di circa 20 cm – oppure in uno stampo da BUNDT dello stesso diametro – spruzzato con lo spray staccante.

8. CUOCIO per 45 minuti, o fino a quando il cake tester o uno stuzzicadenti, inseriti nella torta, ne usciranno puliti.

9. LASCIO RAFFREDDARE per 10 minuti il dolce sopra una griglia, lasciandolo nello stampo.

10. ROVESCIO la torta sulla griglia e la faccio raffreddare completamente, prima di servirla su un piatto da portata, spolverizzata con zucchero a velo.

 


SODDISFAZIONE ****     PAZIENZA **     DIFFICOLTÀ **


 

dsc_0770_1-_400

 


È online il mio NUOVO sito
Gli avete dato un’occhiata?

 

VI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE...

5 Comments

  • comment-avatar
    paola 7 giugno 2016 (22:03)

    auguri,che bello 90anni invidiabile,un bacione

  • comment-avatar
    Pane per i tuoi denti 8 giugno 2016 (7:00)

    Grazie, carissima Paola!
    È vero, il mio papà è speciale…
    Un abbraccio.

    Valeria

  • comment-avatar
    andreea manoliu 9 giugno 2016 (13:05)

    Auguri al tuo papà anche se in ritardo, ma avrei voluto leggere la ricetta e non riesco ad entrare schiacciando sul link ! Al guardarla, sembra molto golosa !

  • comment-avatar
    andreea manoliu 9 giugno 2016 (13:13)

    Si c'è l'ho fatta alla fine ad entrare, hai preparato per il tuo papà un bel ricordo, che sicuramente li ha fatto tanto piacere. Anche la torta immagino che l'ha apprezzata molto, ha un bel aspetto molto invitante. Auguri ancora !

  • comment-avatar
    Pane per i tuoi denti 9 giugno 2016 (14:06)

    Mi scuso per il disguido, cara Andreea, e ti ringrazio infinitamente per la segnalazione!
    Sei sempre gentilissima.
    Il mio papà è felice dei tuoi auguri e ti consiglia di provare la "sua" torta al cioccolato.

    Un bacione.

    Valeria