ALESSANDRA, IL LIBRO MTCHALLENGE… E LA FOCACCIA PUGLIESE CON CONTRIBUTI LIGURI

No, non sapevo nulla.

Fino a quando, martedì scorso, mi è arrivato il suo messaggio via Facebook: “Io domani sono a Verona alla Feltrinelli a presentare il libro dell’MTChallenge… dimmi che lo sai… e che ci sei”.

I miei mercoledì sono sempre giornate campali.
Il programma per quello in questione era addirittura allucinante.
Ma incontrare de visu Alessandra Van Pelt Gennaro – sì, proprio l’inventrice/curatrice dell’MTChallenge – meritava che rivoluzionassi il palinsesto.
E così, alle 17,30, sono salita su quel taxi Padova 7, arrivato in 7 minuti, che mi avrebbe portato in pieno centro.

La mia cronica mancanza di tempo mi impone sempre più spesso acquisti online, e avevo dimenticato il fascino che l’atmosfera silenziosa e gli scaffali pieni di volumi di una libreria esercitano sulla sottoscritta.
Ma questa volta c’era dell’altro: al primo piano, mi aspettava un’amica.
Anche se io non lo sapevo ancora.

Alessandra è una splendida donna, alta, raffinata, brillante.
L’ho riconosciuta subito. E la cosa – considerata la mia ormai nota prosopagnosia – non era assolutamente scontata.
Ancor meno scontato era comunque il fatto che fosse lei a riconoscermi. Invece, ha mollato tutti per abbracciarmi strettissima, tanto che ho temuto di sporcare con il mio fondotinta la sua camicia immacolata.

Alessandra è intelligente e colta: due lauree e una professione di prestigio certo non si improvvisano.
E non aggiungo altro. 

 



Alessandra ha lo spirito di una ragazzina: ti racconta del suo amore per l’archeologia, e le brillano gli occhi.
Così, tu te la immagini rannicchiata in mezzo alla polvere, con un pennello in una mano e un coccio nell’altra, mentre, trattenendo il respiro, cerca di ricostruire la bellezza di un vaso antico.

Alessandra è creativa: con l’MTChallenge, ha escogitato un meccanismo perfetto, una competizione che – anziché dividere i partecipanti – è in grado di creare un affiatatissimo team.

Alessandra sprizza energia da tutti i pori: settimane senza sonno e cambiamenti radicali di fuso orario non sembrano scalfire la sua grinta. Anzi, se possibile, ne accentuano il vigore.

Alessandra ha un’umanità commovente: si massacra in un tour di presentazioni per un libro i cui proventi andranno in beneficenza (chi di noi lo farebbe?).
E, quando ti parla della Piazza dei Mestieri, ci mette l’anima.  
Perché aiutare i ragazzi a trovare la propria strada è fondamentale per loro, ma anche per tutti noi.

Alessandra scrive da dio, e parla ancora meglio.
Sa tenere desta l’attenzione del pubblico spaziando con naturalezza dal serio al faceto.
Senza mai uscire dai binari dell’argomento e del buon gusto.

Grazie a lei, la presentazione del libro è volata via in un lampo.
Del resto, mica era difficile, perché il quarto volume dell’MTC è proprio bello: accattivante il formato quadrato, divertente la grafica in cui fotografia e disegno si affiancano, tante e golosissime le ricette che presto probabilmente vedrete anche qui. 
E poi, c’è quell’introduzione che sembra inserita per divertirti, e invece ti fornisce nozioni tanto importanti, che ti chiedi come hai fatto a vivere fino a oggi senza conoscerle…

Mi ha scritto una dedica sulla prima pagina, Alessandra.
L’ha fatto con una BIC tenuta con la mano sinistra, perché è mancina.
E, intanto, mi sussurrava “io non le so scrivere, le dediche”.
Roba da scompisciarsi.

La mattina del giovedì, ancora non ero riuscita a smaltire l’entusiasmo per l’incontro.
Ho inviato ad Alessandra un messaggio privato, ma non mi bastava.

E allora ho pubblicato la nostra foto su Facebook, accompagnandola con un commento di cinque righe:
“La leggi, e pensi che sia una persona speciale.
Poi la incontri, e scopri che ciò che conoscevi di Alessandra Van Pelt Gennaro è solo la punta di un iceberg.
E che, sotto il pelo dell’acqua, non c’è ghiaccio… ma una immenso, preziosissimo diamante”.

Forse il post più retorico della mia carriera di blogger. 
Ma anche – probabilmente – il più vero.

 

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LA FOCACCIA PUGLIESE CON CONTRIBUTI LIGURI

I MIEI APPUNTI

– ok, dopo questa introduzione non potevo che postare una focaccia, dato che ho conosciuto virtualmente Alessandra proprio grazie alla sua FOCACCIA GENOVESE, da me rifatta e postata nel lontano agosto 2014: glielo devo, ad Ale, soprattutto perché ho introdotto qui una procedura – la “salamoia” – che sicuramente farà inorridire i pugliesi, ma che si è rivelata fondamentale per la morbidezza finale dell’impasto;
– le dosi sono per una teglia da cm 30 x cm 40;
– mi sono ispirata alla ricetta presente sulla confezione della “Pizza coi fiocchi” Spadoni: si tratta di una farina contenente fiocchi di patate… e io che credevo che l’idea fosse mia (vedi la FOCACCIA MORBIDISSIMA CON ROSMARINO E SALE NERO);
– ho usato il Bimby / Thermomix, ma si può impastare anche con altri robot o a mano; 
– l’ho cotta nel forno Gaggenau.


CHE COSA SERVE?


– 18 POMODORINI datterini
– 70 g di OLIO extra vergine di oliva per l’impasto + un po’ per ungere teglia, pomodorini e superficie
– 15 g di SALE per l’impasto + un po’ per i pomodorini
– ORIGANO  
– 10 g di ZUCCHERO SEMOLATO 
– 500 g di FARINA “Pizza coi fiocchi” Spadoni
– 10 g di LIEVITO di BIRRA disidratato
– 250 g di LATTE
– 80 g di ACQUA per l’impasto + 60 g per la “salamoia” 
– SALE GROSSO per la “salamoia”

 

 


COME FACCIO?

 

1. RIMUOVO i gambi ai POMODORINI, li lavo, li divido a metà per il lato più lungo, li distribuisco su un piatto con la parte tagliata rivolta verso l’alto. Li cospargo con un filo d’OLIO, un pizzico di SALE, un po’ di ORIGANO. Li copro con un altro piatto e li metto a riposare in frigorifero.

2. INSERISCO nel boccale la FARINA “Pizza coi fiocchi” con 15 g di SALE e lo ZUCCHERO, frullo per qualche secondo. Aggiungo il LIEVITO di BIRRA disidratato e frullo di nuovo per qualche istante (li metto in due tranche per evitare che il sale disattivi il lievito).

3. UNISCO i 250 g di LATTE, i 70 g di OLIO extra vergine di oliva, gli 80 g di ACQUA, frullo a velocità SPIGA per circa 5 minuti, o fino a quando il composto non sarà omogeneo.

4. STENDO l’impasto in un TEGLIA unta d’OLIO, spennello con olio anche la superfice dell’impasto, copro il tutto con PELLICOLA TRASPARENTE a contatto con la pasta.

5. FACCIO LIEVITARE nel forno spento – in cui lascio la lucetta accesa – fino al raddoppio del volume (ci vogliono almeno due ore).

6. TOLGO la teglia dal forno, preriscaldo il FORNO a 200°C (ventilato).

7. NEL FRATTEMPO, rimuovo la pellicola trasparente. Con la punta delle dita creo delle piccole CONCAVITÀ sulla superficie dell’impasto. Vi distribuisco 60 g di ACQUA e un po’ di SALE GROSSO. Alla fine, con un’oliera dal beccuccio sottile, verso sulla focaccia un filo d’OLIO. Questa “salamoia” è una tecnica tipica della focaccia genovese, che ho imparato da Alessandra e ho esportato qui.

8. ORA DISTRIBUISCO sulla focaccia i POMODORINI precedentemente preparati, disponendoli con la parte tagliata rivolta verso il basso. Verso poi il SUGHETTO rilasciato dai pomodorini, cospargo con SALE e con un po’ di ORIGANO.

9. INFORNO e cuocio per 15-17 minuti.

10. È ottima a tutte le temperature. Sopporta splendidamente la SURGELAZIONE.

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ***

 


È online il mio NUOVO sito www.drvaleriaderossi.it. Che ne dite di dare un’occhiata?


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8 Comments

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    Anonimo 14 aprile 2016 (13:35)

    Avevo deciso di leggere questo post una volta preso il treno e non mentre vagavo fra un binario e l'altro,per dargli l'attenzione che sapevo avrebbe meritato. Ma sapevo anche che non avrei resistito alla curiosità e all'arte. Quello che non sapevo è che mi sarei ritrovata a lacrimare su un panino alla mortazza,col cellulare scarico attaccato ad una presa di fortuna, incredula e emozionata e commossa. La persona speciale fra noi due sei tu e io non finirò mai di ringraziare il web per avermi messo sulla tua strada. Sei l unica dentista il cui lettino funziona meglio di quello di uno psicanalista e di una estetista messi insieme, capace come nessuno di restituire sorrisi luminosi e smaglianti. Grazie per questo post, per questa ricetta è ore aver trovato il tempo di condividere la soddisfazione di questa nuova avventura. Sono davvero onorata di averti come amica. Ale

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    Serena 14 aprile 2016 (14:31)

    Che bello questo post pieno di affetto ed amicizia. E questo focaccia con questo metodo innovativo mette curiosità di provarla

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    Pane per i tuoi denti 14 aprile 2016 (14:42)

    Meglio lacrimare sulla mortazza che su un piatto di cappuccio e carote julienne, come invece è capitato a me leggendo il tuo commento… però io, almeno, avevo il telefono carico.

    Non sono abituata a vivere nelle favole, ma oggi mi sento Cenerentola al ballo.
    Con il timore che scocchi la mezzanotte.

    Lo sai anche tu, Ale: conoscere una persona attraverso il web non è la stessa cosa che incontrarla di persona.
    A volte, addirittura, questi "incontri ravvicinati" possono riservare delle delusioni.
    Ma l'Alessandra vera è esattamente quella che ho descritto nel post, e quella che mi rimarrà nel cuore.

    Grazie, veramente grazie per la tua preziosa amicizia.

    Un abbraccio stretto stretto, come quello di mercoledì scorso.

    Valeria

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    Pane per i tuoi denti 14 aprile 2016 (17:58)

    Sono affetto e amicizia veri, Serena!
    Grazie infinite della tua visita e del tuo bellissimo commento.
    Un bacione.

    Valeria

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    andreea manoliu 14 aprile 2016 (23:54)

    Bella la focaccia e tanto buona, ottima per ogni momento della giornata !

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    consuelo tognetti 15 aprile 2016 (20:52)

    Quante emozioni in questo post..hai messo in circolo l'adrenalina anche a me 😛 chi non ha mai vissuto un rapporto virtuale che poi si trasforma in reale, non può capire quello che si prova…ma tu hai saputo trasmetterlo con le tue parole 🙂 Siete due donne fantastiche e la tua focaccia ha chiuso degnamente questo post ^_^
    Buon we dolce Vale <3<3<3
    ps: chissà che un giorno non ci abbracceremo anche noi…

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    Pane per i tuoi denti 16 aprile 2016 (8:08)

    E, con questa tecnica, anche mooolto più rapida!!!
    Grazie, cara Andreea.
    Un bacione.

    Valeria

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    Pane per i tuoi denti 16 aprile 2016 (8:12)

    Di tutti i commenti che mi hai scritto, carissima Consu, questo probabilmente rimarrà il mio preferito.

    Perché si sente che è vissuto.
    E, soprattutto, per quell'abbraccio a cui entrambe abbiamo pensato…

    Le amicizie virtuali, quando "prendono corpo", possono trasformarsi in bellissime amicizie.

    E, ne sono certa, conoscere di persona te, mia cara Consu, sfocerà in un'amicizia vera.
    Di quelle con la A maiuscola.

    Un abbraccio (solo temporaneamente virtuale).

    Valeria