I NOSTRI DUECENTOQUARANT’ANNI. E LA TORTA SOFFICE CON PESCHE NOCI E AMARETTI

Nel 2016 non sarò solo io a compiere sessant’anni. Questo importante, doloroso traguardo lo spartisco con le mie “storiche” amiche Antonella, Nadia e Raffaella. Ci incontreremo per una riunione con torta. Ho preparato tre candeline: con i numeri 2-4-0, come i “nostri” anni complessivi. Le spegneremo soffiando tutte e quattro insieme. Regalerò alle mie ex compagne di scuola un tagliere millimetrato: la sintesi delle mie passioni e delle mie manie in un unico oggetto. Lo accompagnerà un foglio stampato, il mio grazie per la loro amicizia. Ecco qui il testo…

 

Quattro banchi vicini, nella stessa classe.
Quattro ragazze, tanto diverse tra loro che di più non era possibile.

Eppure siamo diventate amiche.
Un’amicizia vera, di quelle che sfidano il tempo.

E oggi siamo qui, a festeggiare i nostri sessant’anni, che, moltiplicati per il numero delle presenti, diventano duecentoquaranta.
Ci sono chiacchiere, risate, tuffi in piscina, porchetta e torte con improbabili candeline.
Ma, soprattutto, c’è quella voglia di stare insieme che, in tanto tempo, non è mai scemata.

Vi guardo, care amiche, e penso a quanto sono stata fortunata ad avervi conosciute.
Ringrazio il liceo Maffei che ha creato il nostro gruppo.
E mi chiedo, con una punta di inquietudine, come sarebbe stata la mia vita se von vi avessi incontrate…

 

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Di te, Antonella…

mi sarebbe mancato quel sorriso dolce e timido, che fai strizzando un po’ gli occhi.
Quel sorriso che ancor oggi riesce a stupirmi, in una donna di carattere quale tu sei.
Quante volte me l’hai regalato: nei momenti belli e nei momenti bui, in tutte le occasioni in cui sei stata al mio fianco.

Mi sarebbero mancate le nostre colazioni.
Nella tua cucina, con la radio sintonizzata sul traffico e con una fetta di torta fatta in casa nel piatto.
O a casa mia, abbarbicate sugli sgabelli grigi a programmare la giornata.
Colazioni fatte di corsa, ma con la voglia di iniziare la giornata insieme.

Mi sarebbe mancato quel “Non male” pronunciato a labbra strette quando ti ho presentato il Paffu.
Un tuo giudizio apparentemente severo che, per me, ha avuto un valore immenso.

 

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Di te, Nadia…

mi sarebbero mancate le chiacchiere al telefono: lunghe, incalzanti, piacevolissime.
Quelle conversazioni lisce e senza pause che – una volta superato lo scoglio di quel famigerato “Da quanto tempo non ci sentiamo” – fanno diventare bollente la cornetta.

Mi sarebbero mancate le gite alla scoperta della Romagna: San Leo, Bertinoro, Sarsina.
Che poi gite non erano, ma escursioni culturali guidate da una meravigliosa insegnante innamorata del bello: tu.

Mi sarebbero mancati i tuoi regali, particolari e graditissimi.
Doni che conservo con cura perché mi ricordano la nostra amicizia.

 

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Di te, Raffaella…

mi sarebbe mancata la generosità, quel tuo darti da fare per far star bene gli altri.
Come in quelle vacanze condivise con me per non lasciarmi sola.
Vacanze piene di affetto, che non potrò mai dimenticare.

Mi sarebbero mancate le nostre passeggiate, durante le quali parlavamo fitto fitto.
Le tue traiettorie a zig zag che ti portavano più del dovuto a tagliarmi la strada.
E gli scorci mozzafiato che spesso erano il premio alla nostra fatica.

Mi sarebbe mancata la tua perenne preoccupazione di fare la cosa giusta.
Preoccupazione ingiustificata.
Perché tu la cose giuste le fai.
Solo che non te ne accorgi.
E questa modestia è forse il lato del tuo carattere che io preferisco.

Beh, fortunatamente, la nostra vita ha preso un altro corso: ci ha fatte incontrare sui banchi di scuola e ci ha così permesso di godere per decenni della reciproca presenza.

Oggi, che, oltre ai sessanta di età, festeggiamo i quarantaquattro anni di “noi”, voglio esprimervi tutta la mia gratitudine per la vostra preziosa amicizia.
Voglio che sappiate quanto ringrazio il cielo per avermi regalato la vostra presenza.
Voglio augurarvi di ottenere ancora tutte le gioie e le soddisfazioni che meritate.
Anto, Nadia, Raf… grazie!
Senza di voi, tutto sarebbe stato molto meno bello.

 

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Per la riunione dei sessant’anni miei, di Anto, Nadia e Raf, ho preparato una new entry che ultimamente in casa è molto apprezzata: la TORTA CON PESCHE NOCI E AMARETTI. Ne condivido con voi la ricetta. E sarà quasi come avervi invitati alla nostra festa…

 

LA TORTA SOFFICE CON PESCHE NOCI E AMARETTI

PREPARAZIONE: 15 min
COTTURA: 45 min
TORTIERA: 30 cm

CHE COSA SERVE?

  • 3 UOVA
  • 125 g di YOGURT alla PESCA
  • 250 g di ZUCCHERO di CANNA
  • 30 g di LIQUORE AMARETTO
  • SALE
  • 150 g di OLIO di RISO
  • 125 g di FARINA 00
  • 125 g di AMIDO di FRUMENTO
  • 12 g di LIEVITO VANIGLIATO
  • 3 PESCHE NOCI lavate e tagliate a fettine sottili
  • 100 g di AMARETTI sbriciolati grossolanamente

COME FACCIO?

  1. PRERISCALDO il forno (ventilato) a 165°C.
  2. MONTO A NEVE le chiare d'UOVO.
  3. FRULLO bene lo YOGURT con i TUORLI con lo ZUCCHERO, il LIQUORE AMARETTO e il SALE.
  4. UNISCO l'OLIO e frullo ancora.
  5. AGGIUNGO un po' alla volta, sempre mescolando e dopo averli setacciati, la FARINA, l'AMIDO DI FRUMENTO e il LIEVITO VANIGLIATO.
  6. UNISCO infine gli ALBUMI montati a neve e MESCOLO delicatamente con una spatola in silicone, muovendola dal basso verso l'alto.
  7. VERSO l'impasto in una PIROFILA bassa, del diametro di circa 30 cm, spennellata con olio di riso e infarinata.
  8. DISTRIBUISCO sulla torta gli AMARETTI sbriciolati le PESCHE nettarine - precedentemente lavate e tagliate in spicchi abbastanza sottili - avendo cura di farli penetrare leggermente nell’impasto.
  9. CUOCIO per 45 minuti, o fino a quando il cake tester o uno stuzzicadenti, inseriti nella torta, usciranno puliti.
  10. LASCIO RAFFREDDARE completamente prima di servire. Il dolce è molto friabile: conviene servirlo in tavola lasciandolo nella pirofila e tagliare le fette direttamente nello stampo.

I MIEI APPUNTI

Ho usato la planetaria KitchenAid, ma si può impastare anche con le fruste elettriche; l’ho cotta nel forno Gaggenau; è ottima per la colazione o la merenda, ma io l’ho proposta come torta di compleanno, ed è stata comunque apprezzatissima; la prossima volta aggiungerò delle gocce di cioccolato; mi sono ispirata al libro Nigellissima di Nigella Lawson.

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2 Comments

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    zia Consu 31 luglio 2016 (9:06)

    Non ricordo se ho già letto questo racconto di sincera amicizia ma di sicuro i nomi di queste donzelle l’ho già sentito più volte nominare nelle tue pagine. X me è il sentimento più importante nella vita di una persona e difficilmente si riesce a tenerselo stretto per sempre..spesso rimane un piacevole ricordo, altre una scottante ferita..ma tu sei stata fortunata e non posso che farvi a tutte gli auguri, splendide sessantenni 🙂
    ps: mi sono iscritta alla newsletter così non mi perdo più i tuoi post..

    • comment-avatar
      Pane per i tuoi denti 31 luglio 2016 (13:25)

      No, cara Consu, questo racconto non puoi averlo letto perché l’ho scritto apposta per la festa dei duecentoquarant’anni miei e delle donzelle.
      Poi l’ho stampato, datato, firmato, imbustato – in una busta fenestrata da ufficio perché non ne avevo altre! – e allegato a tagliere e pirofile colorate che sono stati il mio regalo per Anto, Nadia e Raf.
      In cambio, ho ricevuto un biglietto fatto a mano, uno splendido libro che sto già leggendo, dediche commoventi e… un completo da pilates (invito allo sport?).

      Hai ragione, un’amicizia come la nostra è rara e va coltivata con amore.
      Neanche a me mancano le dolorose ferite, ma sulle mie amiche “storiche” so con certezza che potrò SEMPRE contare.
      E, questo, è uno dei doni più preziosi che la vita possa riserbare.

      Grazie infinite per gli auguri e dell’iscrizione alla newsletter (spero di capire quanto prima come funziona, perché nutro seri dubbi…).

      Un abbraccio forte forte.

      Valeria