NE FANNO DI TUTTI I COLORI & L’INSALATA D’ARANCIA ALLA SICILIANA

Ne fanno di tutte le dimensioni.
Di tutti i prezzi.
Di tutti i colori.

Sono le pigne di Caltagirone.
Affascinanti soprammobili che non ho potuto fare a meno di acquistare durante la mia recente vacanza a Scicli.

 

 

 

Una volta a casa, le ho esposte, una vicina all’altra, nel mobile primo Novecento ereditato dalla mia madrina.
Alla destra della zuppiera dalla linea essenziale appartenuta alla nonna Annamaria.

Le ho guardate, riguardate.
Ho percorso con la punta delle dita le brattee bianche sovrapposte in successione elicoidale.
Ne ho apprezzato la forma, le proporzioni.

Non me ne ero mai resa conto: la pigna ha un significato antico ed è un simbolo utilizzato già in epoche lontane.

A Verona esiste una grande pigna in pietra di età romana che dà il nome a una strada.

Troviamo pigne ai lati dei cancelli delle case patrizie.
Sui braccioli delle sedie delle chiese.
Sulle testate dei letti degli sposi.
Sui nostri alberi di Natale.

La pigna nasce su un albero sempreverde, ed è simbolo di immortalità.

La pigna contiene i semi di quest’albero, che le conferiscono il significato di portatrice di fecondità.

Proprio al centro del nostro cervello c’è un minuscolo organo a forma di pigna che sovrintende alla distribuzione del sonno e della veglia durante le nostre giornate
L’orologio della nostra esistenza.
Secondo Cartesio, addirittura la sede della nostra anima.

 

 

E per me?

Per me la pigna è legata ai ricordi.

Mi sporcava le mani di nero e di resina quando, piccina, la scuotevo per fare uscire i pinoli.
Mi emozionava quando, spennellata d’oro o di porporina, aiutavo la mamma a metterla al centro del tavolo a Natale.
Mi faceva sentire felice quando ne aspiravo il profumo.

Anche le pigne di ceramica bianca che occhieggiano dal mio mobile primo Novecento mi ricorderanno qualcosa.

Guardarle mi riporterà lontano.
Mi farà ripercorrere le strade di Scicli.
Mi restituirà la luce calda del tramonto sulle facciate barocche delle chiese.
Mi farà risentire il suono ritmato delle campane di San Bartolomeo e quello strascicato delle chiacchiere sulla piazza.
Mi farà godere degli aromi della Sicilia.
Dei suoi sapori.
Naturalmente, di tutti i suoi colori.

E, per un attimo, mi restituirà quella terra avvolgente e meravigliosa di cui -quasi come un mal d’Africa- non mi abbandona la nostalgia.

 

 

L'INSALATA D'ARANCIA ALLA SICILIANA

PREPARAZIONE: 5 min
PORZIONI: 1

CHE COSA SERVE?

  • 1 ARANCIA BIO
  • 1 COSTA DI SEDANO BIANCO oppure 1/2 FINOCCHIO
  • OLIVE NERE
  • SALE
  • PEPE
  • GLASSA di ACETO BALSAMICO
  • OLIO EXTRA VERGINE di OLIVA

COME FACCIO?

  1. SBUCCIO l'ARANCIA a VIVO e la taglio a rondelle.
  2. LAVO, pulisco e taglio a fettine il SEDANO (o il FINOCCHIO).
  3. IN UN PIATTO, unisco l'ARANCIA, il SEDANO o il FINOCCHIO e le OLIVE NERE.
  4. SERVO condita con il SALE, il PEPE, la GLASSA di ACETO BALSAMICO e l'OLIO EXTRA VERGINE di OLIVA.
  5. N.B.: Volendo presentare questa insalata in maniera più coreografica -come nelle foto- lascio la buccia all'ARANCIA, la lavo bene e la taglio a fettine o la incido. Tra le fette o nelle incisioni inserisco il SEDANO o il FINOCCHIO.

I MIEI APPUNTI

Ho assaggiato per la prima volta questa insalata -in entrambe le versioni- all'Osteria Tre Colli di Scicli e me ne sono subito innamorata. Sarà perché adoro tutti i suoi ingredienti, sarà perché finocchio e sedano crudi mi ricordano tanto la nonna Carolina... Questo piatto ha i colori dell'estate, la dolcezza e la morbidezza dell'arancia si sposano perfettamente con il sapore e la croccantezza del sedano e del finocchio. Andrebbe condita con aceto bianco, per non rovinarne l'estetica, ma provatela con la glassa di aceto balsamico e poi ditemi se non è favolosa...

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