ANCHE OGGI HO CUCINATO CON LA NONNA CAROLINA

 Sì, e il merito è tutto di Manu, che, venerdì scorso, mi ha domandato di riesumare la gloriosa Imperia, regalatami negli anni ’80 dai carissimi Marisa e Daniele, per fare un esperimento di pasta fresca.

Naturalmente, la “macchina” era ferma da almeno tre lustri.
Ma pareva fosse lì ad aspettarmi: ben oliata, con tutti i pezzi funzionanti, le lame taglienti…
Unico problema, la fuoriuscita, all’inizio, di qualche frammento di pasta per il quale Alberto Angela avrebbe potuto richiedere la valutazione del carbonio-14.

Mentre lavoravo, sentivo dietro di me la presenza di due persone che vivono ormai soltanto nel nostro cuore.
A sinistra, la nonna Carolina, che mi guidava passo passo, indicandomi la consistenza ideale della pasta, gli spazi tra i rulli, la lunghezza della sfoglia.
E il nonno Momi, alla mia destra, che raccontava aneddoti della sua vita di cuoco: la pasta bianca rossa e verde come la bandiera italiana che propose a Berchtesgaden, oppure quella scura, colorata col nero di seppia.

Il risultato di questo lavoro di équipe è stato una sfoglia dorata, forse un po’ appiccicosetta (la nonna mi aveva avvisata, ma io ho voluto fare di testa mia e ho non ho misurato con il cucchiaio l’acqua che ho aggiunto!).


Ma la necessità aguzza l’ingegno: per ridurre il rischio di adesione tra le tagliatelle, ho trasformato un vasetto Bormioli in uno spargifarina a forma di saliera (vedi foto), che mi ha aiutato a distribuirla uniformemente senza sporcarmi le mani. È il colmo, però: passo la vita a cercare l’adesione (tra dente e otturazioni) e mi ritrovo a dover inventare una tecnica che favorisca il distacco!


Questa mattinata, passata “con i nonni”, mi ha dato grandissime emozioni e anche un po’ di commozione.
Che grande dono, è stata!

Un altro regalo, me l’ha fatto Andrea: ha lasciato per un’oretta l’azienda ed è venuto a mangiare con me.
Stupefatto, si è trovato nel piatto, per la prima volta in dieci anni, pasta all’uovo fatta in casa (da me!).
Ed è stato come ritornare ai nostri primi pranzetti insieme…

Grazie, Manu! Grazie, nonni! Grazie, Andrea!
E un grazie anche alla vecchia Imperia che, come una lampada di Aladino, ha saputo rievocare nel mio cuore affetti così profondi da proiettarsi oltre il tempo.

LA PASTA FRESCA COME LA FACEVA LA NONNA
300 gr. di farina 00
3 uova (io uso quelle per pasta e dolci)
uno/due cucchiai di acqua (se necessario)

Impastate a mano oppure inserite gli ingredienti nel Bimby (o nel robot), 4 minuti, spiga.
L’impasto deve risultare piuttosto consistente.
Tagliate a fettine la pasta.
Passate le fettine tra i rulli, ripiegandole più volte su se stesse fino a far loro assumere una forma regolare.
Riducete gradatamente lo spazio tra i rulli, fino ad arrivare al più stretto.
Per tagliatelle un po’ più spesse, utilizzate il penultimo spazio, ripassando due/tre volte.
Procedete infine con il taglio della sfoglia, distribuendo la pasta su una tovaglia di cotone.

SODDISFAZIONE *****
     PAZIENZA ***

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2 Comments

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    Latte e fiele 22 ottobre 2012 (23:45)

    Che bel racconto Vale ! Ci fai un bis quando ci vediamo ? baci

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    Paneperituoidenti.net 23 ottobre 2012 (18:55)

    Grazie, Ilaria!!! Ho DOVUTO scriverlo: l'emozione di "sentire" i miei nonni era troppo grande! Chissà se "verranno" anche al corso di pasta fresca… io li invito! Un bacione. Valeria