LETTERA AL NONNO MOMI. E LA PASTA DI SEMOLA ALL’UOVO FATTA CON IL KITCHENAID

Saresti orgoglioso di me, nonno Momi.

E, ne sono certa, apprezzeresti senz’altro il mio nuovo acquisto: l’accessorio per fare la pasta fresca.

Perché, a te, fare la pasta in casa piaceva tantissimo.
Ma odiavi il movimento che la macchinetta Imperia – la “Nonna Papera”, per capirsi – faceva, quando si girava la manovella per stendere e tagliare l’impasto.

Con le nuove tecnologie è tutto più semplice.
E fare la pasta all’uovo è ancora più divertente.

Caro nonno, che bello ricordarti!
Sai? Sono diventata nonna anch’io.
E, come te, sono una nonna particolare.
Proprio come tra me e te, tra me e i miei nipotini non esiste un vero vincolo di sangue.
Ma, proprio come tra di noi, c’è un profondo, smisurato amore.

Sono due bimbi bellissimi.
Pietro è il mio re.
Adele, la mia principessa.

Ti ricordi, nonno? Anche tu mi chiamavi così.
Allora non me ne rendevo conto, ma oggi quel tuo “principessa” assume un significato profondo.
Tu non eri il mio vero nonno, ma mi amavi come amavi i tuoi veri nipoti. Forse anche di più.

Sei rimasto nel mio cuore e nella mia mente, nonno.
Tanto che, parlando di te, fatico a usare il verbo al passato.

Ricordo il tuo cappello di panama, il papillon e il gilet grigio.
I tuoi occhi azzurri che mi sorridevano sempre.
La complicità con cui fregavi le tartine dal banco frigo della tua birreria, per regalarle a me, raccomandandomi sottovoce “Non farti scoprire!”.

Ricordo il tempo che passavamo a chiacchierare, mentre tagliavi a fettine i funghi.
Ti assicuro: nessun apparecchio moderno li potrebbe affettare meglio.

Ricordo i dolcetti alla mandorla e al cioccolato che mi compravi quando venivo a trovarti in “bottega”.
Ricordo le nostre partite a briscola: le uniche della mia vita in cui io abbia vinto.

Ricordo le tue entusiastiche esclamazioni – “Bravo, bravo, Mòser!” – rigorosamente con l’accento sulla o – durante le trasmissioni ciclistiche in TV.
Ricordo i fiabeschi racconti sul tuo lavoro di cuoco a Berchtesgaden. E quelli della tua crociera su un’improbabile imbarcazione chiamata “Macaciodi”.

Di te, mi rimane un antico libro di cucina, di quelli con dodici uova e seicento grammi di burro negli impasti.
La scatoletta di bachelite in stile littorio acquistata in Germania.
Da qualche parte, forse, una serie di coppapasta arrugginiti.

Ma la cosa più preziosa che mi resta è quell’immagine vividissima e affettuosa di un nonno acquisito che mi ha amata – e che ho amato – come un nonno vero.

Valeria

 

 

LA PASTA DI SEMOLA ALL’UOVO

(FATTA CON IL KITCHENAID)

(dosi per circa 625 g di pasta fresca, per 6 – 8 persone; ho usato la frusta piatta, il gancio, la sfogliatrice e l’accessorio per tagliare la pasta fresca KitchenAid, ma si possono impastare e sfogliare anche in altri modi; ringrazio di cuore Francesca, che mi ha consigliato questo comodissimo utensile e mi ha gentilmente inviato le istruzioni di utilizzo)

CHE COSA SERVE?

– 4 UOVA grandi (205 ml)
– 30 ml di ACQUA
– 15 ml di OLIO
– 420 g di FARINA di SEMOLA
– 3 g di SALE

 

 

COME FACCIO?

1. INSERISCO nella ciotola del mixer le UOVA, l’ACQUA, l’OLIO, la FARINA e il SALE. FRULLO per 30 secondi a velocità 2.

2. SOSTITUISCO la frusta piatta con il GANCIO e IMPASTO per 2 minuti a velocità 2.

3. TOLGO la ciotola dal KitchenAid. Continuo ad IMPASTARE A MANO, prima nella ciotola e poi sulla spianatoia, per 1 o 2 minuti.

4. DIVIDO il composto in 8 PARTI, tagliandolo a fette con un coltello.

5. FACCIO PASSARE le parti di impasto tra i rulli della SFOGLIATRICE utilizzando una larghezza inferiore a 1. Successivamente, le RIPIEGO in tre, le RIPASSO, le RIPIEGO nuovamente in tre, le RIPASSO ancora.

6. RIDUCO gradualmente lo SPAZIO tra le LAME, utilizzando le misure 1, seguito da 3, poi da 5, infine da 6. Per ciascuno spessore, PASSO tutti i singoli pezzi tra i rulli della sfogliatrice.

7. TAGLIO la pasta con l’utensile per FETTUCCINE o quello per TAGLIATELLE.

8. FACCIO ASCIUGARE su una tovaglia di cotone o sull’apposita rastrelliera.

9. CUOCIO  in 5,8 l d’ACQUA bollente a cui aggiungo 2 cucchiai di SALE GROSSO e un cucchiaio d’OLIO. MESCOLO di tanto in tanto con un forchettone. SCOLO dopo circa 6 minuti se la PASTA è FRESCA, dopo circa 7 minuti se la PASTA è secca.

10. CONDISCO con sugo a piacere.

SODDISFAZIONE *****
PAZIENZA ***

 

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12 Comments

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    andreea manoliu 25 febbraio 2016 (10:34)

    Ciao Valeria, sicuramente il tuo nonno sarà stato molto orgoglioso di te. Con questa lettera d'amore, si sente quel filing che ce stato tra di voi e l'amore reciproco. Bellissimi ricordi che ti li porti avanti nel cammino della tua vita e che ti danno anche la carica di andare avanti, con i suoi consigli preziosi, custoditi nel cuore. Le tagliatelle sono perfette, manca un buon sughetto e il piatto è pronto, ma anche solo con un filo d'olio extravergine e una spolverata di parmigiano, sono talmente belle che invogliano molto. Un abbraccio !

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    Rosetta 25 febbraio 2016 (16:37)

    Quanta tenerezza ragazza mia ! poco mi importa della pasta, ma la lettera al tuo nonno Momi mi ha toccato il cuore.
    Anch'io sono nonna e i nipotini purtroppo sono in Uk ma spero tanto che abbiano di noi un bellissimo ricordo come io ce l'ho per i miei nonni e tu per il tuo.
    Complimenti Cara, avanti tutta, l'importante è che loro restino sempre nel nostro cuore, con tutti i bei ricordi che ci siamo tenuti dentro.
    Buon pomeriggio
    Mandi

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    ilovecookingathome 25 febbraio 2016 (21:59)

    Un'arte saper fare la pasta in casa, anch'io avevo una nonna acquisita, la nonna Vittoria, impareggiabili i suoi tortellini e le sue tagliatelle.
    Bravissima Valeria

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    Anonimo 26 febbraio 2016 (17:40)

    Che bel ricordo Valeria!!
    Visto che anch'io ho la KITCHENAID magari uno di questi giorni proverò ad esplorare il mondo della pasta all'uovo …. buonissima.
    Sei sempre bravissima
    Ciao Cristiana

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    Pane per i tuoi denti 28 febbraio 2016 (14:45)

    Grazie per la tua visita al mio Paneperituoidenti, carissima Rosetta!
    Ho così scoperto il tuo blog… e anche il Paffu, veronese di adozione ma trentino di nascita, ha apprezzato moltissimo le tue ricette montanare.
    Vedo con gioia che non sono l'unica a provare sentimenti come la nostalgia e l'amore.
    E a ritenere che certi legami sono così stretti che oltrepassano il tempo.
    Ti abbraccio forte.

    Valeria

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    Pane per i tuoi denti 28 febbraio 2016 (14:47)

    Sei sempre gentilissima, cara Andreea, e vai diritta al cuore!
    Ti ringrazio ancora una volta e ti mando un bacione gigantesco.

    Valeria

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    Pane per i tuoi denti 28 febbraio 2016 (14:52)

    Ti confesso, Barbara, che la qui presente nonna Valeria, a differenza della tua nonna Vittoria, non solo fa la pasta esclusivamente con il KitchenAid, ma i tortellini non li sa nemmeno fare. Comunque, Carlotta e Claudia, due amiche vicine di casa, si sono offerte di fare da tutor.
    Per cui, non perdiamo le speranze…
    Grazie di tutto, cara.
    Un bacione affettuoso.

    Valeria

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    Pane per i tuoi denti 28 febbraio 2016 (14:54)

    E tu, Cristiana, sei un tesoro di amica!!!
    Speriamo di riuscire quanto prima a organizzarci per un corso insieme…
    Un abbraccione e grazie della tua gentilezza.

    Valeria

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    consuelo tognetti 29 febbraio 2016 (21:43)

    Finalmente riesco a passare da te, ho aspettato di avere la sera libera e tranquilla in solitaria x mettermi a leggere le tue parole ed il mio cuore si è riempito di amore e i miei occhi di lacrime di commozione..sono sicura che il tuo nonno sarebbe felice di poter assaggiare le tue splendide tagliatelle e scoprire che nonno meravigliosa sei diventata (ma sono sicura che lui già lo sapeva quando ti chiamava "principessa"..).
    Un abbraccio <3

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    Pane per i tuoi denti 1 marzo 2016 (14:05)

    Ogni volta che ricevo un tuo commento, mi chiedo che cosa ho fatto per meritarlo…
    Non sono una grande blogger e nemmeno una "scrittrice".
    Mi manca assolutamente il tempo per commentare i post degli altri.
    C'è un'unica spiegazione: sei tu a essere troppo buona.
    Ancora grazie, cara!
    Ti auguro buona giornata.

    Valeria

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    Iulia Lampone 7 marzo 2016 (21:58)

    Quanta dolcezza e amore in questo post! Io dei miei nonni non ricordo molto, un po' per la lontananza, un po' perché entrambi sono morti quando ero piccolina..peró ho una foto del mio battesimo in cui sono seduti uno vicino all'altro che custodisco gelosamente e che ogni tanto riguardo per non dimenticarne i volti..ah quanto mi sarebbe piaciuto conoscerli!:)
    Un caro saluto

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    Pane per i tuoi denti 8 marzo 2016 (19:09)

    Che bella storia anche la tua, Iulia!!!
    I nonni non muoiono mai: vivono per sempre nel nostro cuore.
    Un abbraccio.

    Valeria