PIETRO, LA NONNA IN TV, CHICHIBIO… E, TANTO PER CAMBIARE, LA MERINGATA

Sabato scorso, il TG di Telenuovo ha trasmesso nella zona di Padova e di Verona un servizio sulla mia MERINGATA.

Un sincero “grazie” a Simonetta Chesini, che con simpatia e impeccabile professionalità ha curato questo spazio.
Grazie all’operatore Luca per le belle immagini girate nella mia cucina, nelle quali mi sono riconosciuta.
Grazie infine all’emittente per la sempre squisita ospitalità.

Il video è disponibile anche su YouTube. 
Volete vederlo? Cliccate qui.

Se, di questa avventura, preferite invece il racconto che ho dedicato al mio nipotino Pietro, continuate a leggere… 

La nonna in TV.
Sì, Pietro, nipotino mio, nei giorni scorsi la nonna è proprio stata in televisione.
Un servizio di poco più di quattro minuti, gradevolissimo e accurato, trasmesso al TG e presentato da Simonetta Chesini.

Alla nonna sarebbe piaciuto assistere alla tua reazione, se lo aveste potuto vedere insieme.
Purtroppo, non è stato possibile.
Pazienza, vorrà dire che, questa bella storia, la nonna te la racconterà nel post qui sotto.

Dunque:

PAUSA PRANZO DI GIOVEDÌ 22 APRILE:
Suona il telefono (proprio il telefono con la mela morsicata su cui tu, Pietro, guardi il cartone animato de “Il cuoco pasticcione”).
È Simonetta, la signora che presenta il telegiornale.
“Dimmi che hai una torta per me! Per domani!!!”, intima alla tua nonna.
“Un attimo che mi organizzo”, verrebbe da rispondere…
E, mentalmente, la nonna si organizza davvero.
“Un dolce velocissimo, Simo? La MERINGATA!”.

VENERDÌ 23 APRILE, ORE 13:
Sul bancone della cucina, gli ingredienti sono pronti “in ordine di apparizione”.
Nel freezer, il dolce da tirar fuori a fine registrazione.
Caro Pietro, questa volta – stranamente – la nonna è tranquillissima.
E lo si vede, nel servizio.
Lavora in maniera rapida e pulita: monta la panna, spezzetta le meringhe, amalgama e versa l’impasto nello stampo come non avesse mai fatto altro nella vita.
Conversa amabilmente con la signora Chesini.
Pensa, si impappina una sola volta: naturalmente, in uno dei passaggi che verranno mantenuti.
Racconta tutto quello che vorrebbe dire.

Quasi tutto, a dire il vero.
Sì, perché la nonna vorrebbe tanto che si sapesse che, per la MERINGATA, si è ispirata alla ricetta comparsa per la prima volta in un libro che si intitola “Il Chichibio ovvero poesia della cucina” di Gioacchino Scognamiglio.
E poi, vorrebbe parlare proprio di Chichibio, il cuoco innamorato protagonista della novella di uno scrittore vissuto tanto tempo fa.
Ma, purtroppo, durante la trasmissione, non c’è tempo a sufficienza.
E, allora, caro Pietro, la storia di Chichibio nonna ha deciso di raccontarla sul suo blog…

Chichibio è un cuoco veneziano.
Lavora nella cucina di Currado Gianfigliazzi, signorotto di un paesino vicino a Firenze.
Chichibio è un ragazzo sveglio e capace: oggi, probabilmente, verrebbe assoldato per condurre qualche trasmissione gastronomica.

Currado, il suo padrone, trascorre le giornate in quelle che sono le attività tipiche di un ricco possidente di quel tempo: feste, cene, ma soprattutto battute di caccia.

È durante una di queste sue battute, che Currado uccide una gru.
Chichibio ha l’incarico di cucinarla. Incarico che prende sul serio: in breve tempo, per il contado si espande un profumo delizioso.
Brunetta, la fanciulla di cui Chichibio è invaghito, attirata dall’aroma, si presenta in cucina chiedendo per sé una coscia della gru.
“Voi non l’avrì da mi, donna Brunetta, voi non l’avrì da mi”, le risponde Chichibio nel suo dialetto.
Ne nasce una discussione interminabile. 
La donna minaccia di non concedere al cuoco nulla si quanto a lui piaccia (quando sarai più grande, Pietro, capirai che cosa significa) e, ovviamente, ottiene ciò che desidera: Chichibio, “per non crucciar la sua donna, spiccata l’una delle cosce alla gru”, gliela offre.

Arriva l’ora di cena. Una cena di gala, con ospiti importanti.
Currado si accorge immediatamente del fatto che, alla gru, manca una coscia, e ne chiede conto a Chichibio.
Il “vinizian bugiardo” sostiene con una sfacciataggine degna di miglior causa che le gru hanno un’unica gamba.

Il suo signore è furibondo, ma, per rispetto nei confronti degli ospiti, soprassiede.
Però non dimentica lo sgarro e, la mattina dopo, conduce il cuoco sulla riva di un fiume lungo il quale, abitualmente, le gru si riuniscono.
Gli animali stanno dormendo: forse tu non lo sai ancora, caro Pietro, ma le gru dormono su una sola gamba.

“Vedete, messere, che ieri sera ho detto il vero? Anche le gru che vedete qui hanno una sola coscia e un solo piede”, si difende Chichibio.
Currado, sempre più arrabbiato, si avvicina allora ai grossi uccelli, gridando forte un “Ho, ho” che li fa fuggire. Fuggire sfoggiando non una, ma due gambe…

“E, adesso, che mi dici?” urla Currado al cuoco “Quante gambe hanno le gru?”.
Chichibio rimane per un attimo sconcertato.
Ma si riprende subito: “Messere, voi, a quella di ieri sera, non avete gridato – ho ho – ; se l’aveste fatto, essa avrebbe tirato fuori anche la seconda gamba, proprio come hanno fatto queste” è la sua pronta, inattesa risposta.

Con una reazione così brillante e simpatica, l’ira di Currado si trasforma in una risata travolgente.
Il cuoco, sollevato, si rappacifica con il suo signore ed evita una pesantissima punizione.

Ti è piaciuta questo post, Pietro?
Vista la tua passione per cuochi e cucine, la nonna è sicura di sì.

Chi lo sa: forse, un domani, ti ispirerai alla meringata che trovi qui sotto per crearne una variante ancora migliore.

E, magari, mentre monterai la panna e farai scoppiare le meringhe, riaffioreranno nella tua memoria il nome di Chichibio e questa splendida novella che la nonna non ha rinunciato a raccontarti.

 

 

LA MERINGATA

 

LA MERINGATA

I MIEI APPUNTI:

– dosi per 6/8 persone, comunque per uno stampo da plumcake da cm 25 x cm 10 circa;
– ho usato la planetaria KitchenAid e l’abbattitore Fresco Irinox, ma si può fare anche con le fruste elettriche e nel freezer;
– mi sono ispirata alla ricetta di Nigella Lawson, che, a sua volta, e si era ispirata al “Chichibio ovvero poesia in cucina” di G. Scognamiglio.

 

CHE COSA SERVE?

– 200 g di CIOCCOLATO FONDENTE (io uso l’”Emilia” Zaini)
– 200 g di MERINGHETTE al CACAO (io uso le “Meringhe di Cremona al cacao” Gadeschi)
– 500 cc di PANNA FRESCA
– TOPPING al CIOCCOLATO q.b. (io ho usato il Top Fabbri, ma può essere fatto in casa sciogliendo lentamente 100 g di cioccolato fondente in 200 g di panna )
– LAMPONI freschi oppure FRAGOLE q.b.

 

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COME FACCIO?

(vedi anche il tutorial qui)

1. TENGO il CIOCCOLATO in frigorifero fino all’ultimo momento. Poi lo spezzetto a SCAGLIE con un coltello.

2. SBRICIOLO leggermente le MERINGHETTE, facendole scoppiare una a una tra le dita. Conviene fare questa operazione lasciandole nel loro sacchetto, e vi assicuro che è un ottimo antistress…

3. MONTO la PANNA fino a farla diventare spumosa, ma morbida.

4. AGGIUNGO alla PANNA MONTATA il CIOCCOLATO a scaglie e le MERINGHE sbriciolate.

5. MESCOLO delicatamente il tutto con una spatola di silicone.

6. RIVESTO una teglia da plumcake con PELLICOLA TRASPARENTE, stendendone due grandi pezzi nei due sensi e lasciandone debordare parecchia dai bordi.

7. VERSO l’impasto nella teglia, RICOPRO con la pellicola in eccesso, metto nell’ABBATTITORE per un paio d’ore o nel FREEZER per circa 8 ore.

8. LA SERVO decorata con TOPPING AL CIOCCOLATO e LAMPONI o FRAGOLE.

SODDISFAZIONE *****
PAZIENZA *

 


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2 Comments

  • comment-avatar
    consuelo tognetti 4 maggio 2016 (18:03)

    Sono sicura che Pietro gradirà il tuo racconto e questa novella è davvero simpatica e dimostra che spesso basta un po' di ironia x alleggerire la vita ^_^ La tua meringata è uno schianto e non vedo l'ora di avere la connessione giusta x vedere il video 🙂
    Un abbraccio Vale <3

  • comment-avatar
    Pane per i tuoi denti 6 maggio 2016 (17:17)

    Non solo ironia, Consuelo: anche intelligenza!!!
    Ti mando un bacio gigante e ti auguro buon week end…

    Valeria