SOGNI A OCCHI APERTI… IN ATTESA DELLA PROSSIMA GALETTE DES ROIS

Uffa, sei ancora piccolo, nipotino mio!
Così dovrò aspettare un altro anno, prima di mettere in scena la rappresentazione che da ieri mi frulla per la testa…

Sì, perché da ventiquattr’ore a questa parte non faccio altro che studiare la tradizione e le diverse versioni della GALETTE DES ROIS: sul mio adorato blog Odelices, su Une pause gourmande, sul sito della simpatica blogger napoletana Angie Cafiero, e – perché no?- anche su Giallozafferano.

Il risultato della ricerca è stato appena sfornato.
Mentre il dolce si raffredda, caro Pietro, eccomi qui a immaginare che cosa accadrà il 6 gennaio 2017:

Scena: la tua casa.
Siete già in sala da pranzo: la tua mamma, il tuo papà, Adele (che ormai ha sedici mesi abbondanti e chiacchiera come una macchinetta), la zia Manu con lo zio Ale, i nonni Anto e Pino.

Il nonno Andrea e io, come d’abitudine, siamo in ritardo.
La colpa è mia: non trovavo più la corona d’oro tempestata di pietre preziose che, l’anno scorso, avevo “rubato” dagli scaffali della ditta di famiglia.
Una corona in stile simil-longobardo che è fondamentale per la sceneggiata che ci attende.

Ti giuro, amore mio, sono impazzita a cercarla, ma era proprio scomparsa.
Poi mi sono concentrata e ho provato a ripercorrere il ragionamento fatto dodici mesi fa, al momento di riporla. Logico: era nel baule dei vestiti usati per la scuola di teatro.

Eccoci arrivati.
Tu, piccolo ometto di tre anni e quattro giorni, ci apri la porta con un sorriso miliardario.
Via cappotti e scarpe, su le calze antiscivolo di lana. Metto la borsa al solito posto, quello in cui sono sicura la troverai per prendere il mio iPhone e guardare i tuoi cartoni preferiti.

Appoggio il contenitore per la torta sul bancone della cucina.
Ho usato quello alto alto, in modo da farci stare non solo la torta, ma anche la suddetta corona.

La tavola è preparata con una tovaglia nocciola a disegnini tirolesi.
Piattini, bicchieri, forchette da dessert.
In centro, bottiglie di acqua minerale, una Coca Cola e lo spumante.

Devo ammetterlo: la mia GALETTE DES ROIS è proprio bruttina.
Abbi pazienza, piccolo mio. Lo sai che, per la nonna, il cake design è sempre stato un problema.
In internet vedi cose raffinatissime, con decorazioni da maestro incisore, ma il dubbio che sia stato fotografato un dolce acquistato in pasticceria è assolutamente fondato.

Incomincia lo show da me tanto vagheggiato.

Devi andare sotto il tavolo, Pietrino.
Di lì, dirigerai la distribuzione del dolce.

” A chi devo dare la prima fetta?” ti chiedo. “Papà” la tua vocina arriva dal basso: ci avrei giurato che il primo commensale selezionato sarebbe stato lui.
“La seconda?”. “Mamma”.
“La terza?” “Adele”.
“E poi?”. “Pietro”.
Via via, tutte le fette vengono distribuite…

La GALETTE DES ROIS è costituita da un guscio di pasta sfoglia ripieno di deliziosa crema frangipane.
Ma la cosa più interessante è quel fagiolo secco che si nasconde in non si sa quale punto vicino al bordo.
Chi lo troverà, sarà il re della festa. Non solo: sceglierà un consorte ed eleggerà i dignitari.

Attento a non battere la testa, tesoro, mentre riemergi da sotto il tavolo!

Eccoci tutti qui, ognuno alle prese con la propria fetta.
Solo io posso essere così entusiasta per un gioco di questo genere.

So perfettamente chi troverà il fagiolo.
Ciononostante, addento con circospezione ogni boccone.

“Sono il re, sono il re!!!”.
E chi poteva esserlo, Pietro, se non tu?

Eccoti con la corona poggiata sui capelli castani: è un po’ oversize, ma quanto sei bello!!!

Ti voglio tantissimo bene, nipotino caro!

Sei dolce come la crema frangipane.
I tuoi occhietti brillano più delle pietre incastonate nel prezioso serto.
Sai emozionarmi più di qualsiasi altra cosa al mondo.
E, al di là di questa performance, per quanto sognata per un anno intero, sei e sarai per sempre IL MIO RE.

 

 

GALETTE DES ROIS

(dosi per 12 persone; questa è una mia versione della Galette des rois, ispirata alle ricette dei siti sopra riportati; ho usato le fruste elettriche e il forno Gaggenau; per tritare le mandorle, ho utilizzato il Bimby, ma si può usare qualsiasi altro robot).)

CHE COSA SERVE?

– 125 g di BURRO
– 150 g di ZUCCHERO
– SALE
– 2 UOVA
– 1 fiala AROMA MANDORLA
– 150 g di MANDORLE bianche
– 1 FAGIOLO SECCO
– 2 rotoli di PASTA SFOGLIA rotonda (ho usato la Sfoglia Gran Spessore Buitoni)

 

COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il FORNO a 170°C (ventilato).

2. TRITO le MANDORLE (ho utilizzato il Bimby per 40 secondi a velocità 6, ma si può usare qualsiasi altro robot). Devo ottenere una polvere finissima.

3. MONTO il BURRO con lo ZUCCHERO e il SALE.

4. AGGIUNGO le UOVA (una alla volta) e monto ancora.

5. UNISCO le MANDORLE tritate e l’AROMA MANDORLA. Continuo a montare. Quella che otterrò è la meravigliosa CREMA FRANGIPANE.

6. STENDO il primo foglio di PASTA SFOGLIA sopra la placca del forno coperta di carta forno. La bucherello con i rebbi di una forchetta.

7. DISTRIBUISCO la CREMA FRANGIPANE sopra la sfoglia, mantenedola circa 3-4 cm distante dal bordo.

8. INSERISCO il FAGIOLO secco nella CREMA FRANGIPANE, in un punto a caso, abbastanza vicino al margine della crema.

9. BAGNO il margine della prima sfoglia con un po’ d’acqua, in modo che la sfoglia successiva si attacchi bene.

10. COPRO con la seconda PASTA SFOGLIA, faccio aderire tra loro le sfoglie lungo tutto il margine della torta, pizzico il margine fino a creare una sorta di “corona”. Bucherello la sfoglia superiore con i rebbi di una forchetta oppune vi pratico una serie di incisioni poco profonde a raggiera.

11. A PIACERE, posso spennellare il dolce con tuorlo d’uovo mescolato a un po’ di latte. Io non lo farò più perche non mi piace l’odore che sprigiona cuocendo…

12. CUOCIO per 25-30 minuti. SERVO la torta fredda.

 

SODDISFAZIONE ****

PAZIENZA *

 


Avete visitato il mio sito

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6 Comments

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    Anonimo 6 gennaio 2016 (21:18)

    Pietro è davvero fortunatissimo ad avere una nonna come te e spero non ti dispiacerà se tra qualche anno ruberò questa magnifica sceneggiata per meravigliare e divertire anche Giovanni! Sara

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    andreea manoliu 7 gennaio 2016 (11:15)

    Interessante la storia di queste galette che comunque li trovo belle e immagino sia anche golose. Cosa non si fa per la gioia dei nipotini che sicuramente è rimasto molto contento ! Felice e sereno anno nuovo !

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    consuelo tognetti 7 gennaio 2016 (21:44)

    ..sei e sarai una nonna strepitosa <3 Non sapevo della storia del fagiolo e questa cosa mi fa piacere il dolce ancora di più..la tua storia, poi, mi ha davvero emozionata 🙂 Un abbraccio dolcissima amica <3<3<3

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    Pane per i tuoi denti 9 gennaio 2016 (18:26)

    Carissima Sara,
    chissà perché, i miei post maggiormente pieni di amore non ti sfuggono mai!
    Già quest'anno la rappresentazione ha avuto luogo, anche se in forma ridotta… ed è stato bellissimo.
    Non vedo l'ora di sentire anche il vostro resoconto.

    Un abbraccio stretto stretto.

    Valeria

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    Pane per i tuoi denti 9 gennaio 2016 (18:28)

    Devo ammetterlo, Andreea: il nipotino ha molto apprezzato.
    E anche gli altri…
    Un bacione e grazie infinite del commento.

    A presto.

    Valeria

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    Pane per i tuoi denti 9 gennaio 2016 (18:30)

    Non è strettamente necessario essere nonni per organizzare queste sceneggiate… sono perfette anche le zie!!!
    Grazie, carissima e altrettanto dolce Consu: i tuoi commenti emozionano me.

    Un bacione grossissimo.

    Valeria